C’è un punto di sospensione all’interno di ogni immagine, luogo o situazione, un momento di pausa breve in cui l’osservatore, immerso in una riflessione (dis)attenta, posa l’occhio e la mente su uno scarto, una parentesi, un dettaglio inutile. I non-luoghi che Emanuele Costanzo (Pesaro, 1974) sceglie come propri segmenti di osservazione sono quelli impersonali dell’andare-e-venire, gli spazi collettivi, le zone dell’anonimato.
Abitati dall’assenza di una moltitudine indistinta, attraversati da soggetti in transito, sono spazi che rimangono vuoti: piscine, sale d’attesa, garage, fermate della metro. Scomparsa ogni presenza umana. Qui, nella rapidità che fluisce, priva di accento od eccezione, l’occhio è chiamato a decodificare.
Sulle sue immagini fotografiche, racchiuse da tagli ravvicinati ed essenziali, Costanzo incide sagome di oggetti comuni, operando una equivoca sovrapposizione: saponi,
Il gioco è quello di un continuo entrare e uscire da un contesto, mescolando i dati ed i livelli, per porre un punto di domanda e riuscire a sbalordirsi di fronte alla misteriosa fascinazione dell’inessenziale.
Il tema del corrimano, già presente in molte fotografie, è un po’ il filo conduttore dell’ esposizione: un video mostra l’immagine fissa di una ringhiera qualsiasi, su cui le mani di gente qualsiasi si posano senza sosta e senza attenzione; una riproduzione a grandezza naturale dell’oggetto è posta di fronte al monitor, in un angolo della galleria. Un utensile, sfiorato con distrazione massima, è elemento concreto che esemplifica il passaggio di una fisicità inconsapevole e transitoria. Non c’è alcuna cura nel maneggiare le nostre cose quotidiane, e una frase – anch’essa banale, stereotipata – è un’indicazione che invita a fermarsi, nel tentativo di sospendere la presenza-assenza.
helga marsala
mostra visitata il 6 dicembre 2003
Carne e colore: Jenny Saville arriva a Venezia con una grande personale a cura di Elisabetta Barisoni e visitabile fino…
A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la lucidità sovversiva di un artista capace…
Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…
A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…
Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…
Visualizza commenti
bravo!