Categorie: sicilia

Galleria Epicentro – Incontro con Nino Abbate | Barcellona di Sicilia (Me)

di - 2 Agosto 2001

La Galleria si trova in un casolare rustico, ristrutturato in stile, con tetti in trave e coppo siciliano. Ai muri d’ingresso su pietra locale sono segnati motti e brani di poeti e artisti da Saffo ad Apollinaire a Montale, da Matisse e Picasso a Savinio ed altri.
Ma sentiamo il curatore.

Nino Abbate, quando nasce la Galleria?
“Nel 1988, ma il progetto esecutivo del «Museo delle mattonelle» è del 94”.

Perchè nasce il Museo delle mattonelle?
“Ero alla ricerca di un supporto materico originale ma ad un tempo funzionale per imprimere opere d’arte. La mattonella di «terra cotta», opportunamente trattata, assorbe bene i pigmenti e quindi diventa «tavolozza» ideale per il colore”.

Quali le tue esperienze nel campo dell’arte?
“Nasco come pittore autodidatta, quindi sono passato alla scultura, che coltivo tutt’oggi. Nel 1990 e nel 1992 ho vinto il «Primo Premio» del Concorso Nazionale di Scultura «Marzullo» promosso a Taormina”.
Le mattonelle d’arte raccolte misurano centimetri 30×30, vengono offerte da Abbate agli artisti che aderiscono al progetto e quindi le opere sono donate alla Galleria.
La raccolta è già cospicua:
storicamente parte da Emilio Isgrò, tra i fondatori della “Poesia Visiva” con le sue “Cancellature” in quanto nativo come Abbate di Barcellona, ma si apre a Franco Mulas del Gruppo “Grau”, Lia Pasqualino Noto del gruppo “Corrente” assieme ad Ernesto Treccani, Pietro Consagra fondatore del MAC, Movimento d’arte concreta, Eugenio Carmi col suo formalismo geometrico, per citare solo qualche nome, e molti giovani emergenti.
Ultimamente Nino Abbate si è affidato a collettive di artisti distinti per gruppi omogenei:
nel 2000 alcuni esponenti di “Fluxus”, movimento internazionale degli anni ‘60 fondato sul concetto estetico di “flusso”, secondo cui l’arte non si lascia mai fissare da categorie e forme determinate, l’arte è una “forma aperta”; poi la “Poesia Visiva”, movimento della metà Novecento che concepisce la poesia non come “arte della parola” ma in modo allargato come “arte generale del segno”; e quindi la “Figurazione”.

Chi vi ha partecipato?
“Per «Fluxus» esponenti storici come Giuseppe Chiari, Philip Corner, Gianni Emilio Simonetti; tra i «poeti visivi» Luca Maria Patella, i fiorentini tecnologici del «Gruppo 70» con Lamberto Pignotti, Eugenio Miccini, Luciano Ori, Lucia Marcucci e molti altri.
In posizione appartata, con una sua personalissima ricerca, Franco Vaccari.
Tra gli artisti della «nuova figurazione» spiccano i nomi di Bruno Caruso, Piero Guccione, Aldo Mondino”.

Quale programma per l’anno in corso?
“Una mostra, a fine estate, articolata in più sezioni che riguarderà lo spazialismo, la pittura nucleare, l’arte programmata, cinetica e luminosa, fino al design.
Mi auguro che voi di «Exibart» veniate ancora a visitarmi in quella data: un progetto come il mio ha bisogno di sostegno e visibilità, anche perchè la mia città e le Istituzioni locali, politiche e non, restano fredde alle iniziative culturali non canoniche, alle nuove ricerche nel mondo dell’arte”.

Parafrasando Nino Abbate il vero grande credito del suo progetto sono proprio gli artisti, dai più famosi agli altri, che vi hanno aderito con slancio e generosità, costituendo la garanzia per la sua crescita.

Nino Sottile Zumbo



Barcellona Pozzo di Gotto (Me) – Galleria “Epicentro” , Via Mercurio n. 71, tel. e fax 090-9771295



[exibart]

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