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9 maggio 2015: Fondazione Prada apre a Milano. Con Robert Gober, Thomas Demand, Polanski e due mostre “classiche” curate da Salvatore Settis

di - 22 Gennaio 2015
Sceglie i giorni della vernice della Biennale di Venezia Fondazione Prada per inaugurare il suo nuovo spazio a Milano, in largo Isarco: sabato 9 maggio apertura al pubblio, e tutta la settimana precedente, dal 2 all’8 maggio, porte aperte solo per gli addetti ai lavori.
Ecco insomma che, dopo tantissima attesa, lo spazio milanese progettato da OMA di Rem Koolhaas prende vita. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento: 19mila metri quadrati in totale di cui 11mila proprio per attività espositive, con un’area didattica dedicata ai bambini e sviluppata con gli studenti dell’École nationale supérieure d’architecture de Versailles e un bar ideato dal regista Wes Anderson, che ricrea l’atmosfera dei tipici caffè di Milano.
Insieme allo spazio milanese resterà attiva anche la sede veneziana di Ca’ Corner della Regina,  che si unirà idealmente a Milano per questa occasione, con due mostre di arte antica curate da Salvatore Settis: “Serial Classic” (dal 9 maggio al 24 agosto 2015), che a Milano analizzerà il tema della serialità e della copia nell’arte classica, e “Portable Classic” (dal 9 maggio al 13 settembre 2015), che a Venezia porterà una dissertazione sulla copia nell’arte classica e della riproduzione in piccola scala della statuaria greco-romana, dal Rinascimento al Neoclassicismo.
Ma c’è ben altro, specialmente a Milano: in occasione dell’opening a confrontarsi con i nuovi, grandissimi spazi, sarà l’artista americano Robert Gober (Paglioni degli Stati Uniti alla Biennale del 2001) e Thomas Demand, che realizzeranno una serie di installazioni site-specific. Dulcis in fundo Roman Polanski, che esplorerà le suggestioni cinematografiche che hanno ispirato i suoi film in un progetto che si tradurrà in un documentario inedito e in una rassegna cinematografica. Avete dubbi sul successo di questa nuova operazione? Noi, sinceramente, no.

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