I requisiti sono questi: giovani donne tra i 20 ed i 35 anni, attrici, danzatrici, acrobate, studentesse di scuole d’arte. l’appello lo lancia la regista francese Catherine Baÿ che parteciperà alla prossima edizione capitolina della Notte Bianca (il 18 settembre) proponendo una performance nelle vetrine della storica Rinascente di via del Corso.
Per le aspiranti performer un workshop preparatorio dal 10 al 17 settembre e poi la performance nella notte del 18, dalle 20 alle 2, non stop.
Il progetto proposto dalla Baÿ Blanche-Neige (Biancaneve) s’ispira al personaggio del fiabe, proponendo un’inquietante versione contemporanea. Creato nell’aprile 2003 a Parigi, questo progetto è stato poi presentato a Marsiglia, Berlino, Mosca e Milano. Nell’ambito della Notte Bianca a Roma, saranno le vetrine della Rinascente ad accogliere le presenze spettacolari di Blanche-Neige. Resa per così dire nomade, Blanche-Neige diventa il rivelatore del suo luogo di accoglienza e della gente che la incontra. Inserendo queste Blanche-Neige nella loro specificità geografica, se non addirittura politica, esse appaiono come altrettanti testimoni della nostra condizione umana.
Per ogni nuova performance di Blanche-Neige, Catherine Baÿ propone un workshop con partecipanti locali che si confronteranno con il personaggio di Blanche-Neige e gli conferiranno la propria personalità. Questo aspetto è determinante in quanto si tratta di mettere in tensione due modi di rappresentazione : uno legato all’immagine genuina e senza sorprese della Blanche-Neige di Walt Disney, l’altro incarnato da quelle diverse personalità. Nel workshop, Catherine Bay propone un lavoro specifico, indagando la nozione di singolarità e il modo con il quale si può ancora inserire nel discorso della nostra epoca. Questo workshop è basato su un lavoro sul tema del “chorus” cercando le diverse proposte artistiche che valorizzeranno la nozione di singolarità nello spazio delimitato con una serie di esercizi appropriati. L’istallazione-performance sarà la conclusione di questo workshop e fa parte integrante del progetto globale.
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Ma quand'è che la smettiamo di indicare i limiti d'età? Si trattasse di un concorso per 100 posti di vigili urbani per il comune di Roma...si può ancora capire. Quì si tratta di arte...o no? L'arte la propongono, la fanno, la progettano, la sognano,la mettono e rimettono in discussione...gli artisti, in base ai luoghi comuni che incontrono sul loro cammino. Gli artisti non hanno età...sono come le donne. Sono intergenerazionali. In qualsiasi età, sono sempre dei bambini. Sognano utopie come i bambini. E' giusto dare un'occhiata sulle nuove generazioni, certo...e pare che l'età, ogni anno si eleva.Ma adesso basta: un artista di 36 anni non può essere già vecchio. Ma allora quando arriva a 50, a 60, o a 70 e 80 si deve solo suicidare (anche se le ultime due sono già età critiche)?
Negli anni 70, la richiesta di età, almeno in arte, era under 25. Negli anni 80 e 90 under 30. In questo inizio degli anni 2000, la richiesta è di under 35 (si è un pò migliorato). Ma la cara Catherine (e tanti come lei),lo sa che l'Italia è un paese che invecchia(non so l'Europa), e che i futuri giovani artisti saranno i "vecchi"?
Si cercano A.A.A aspiranti performers...perché evidentemente costano poco o nulla, così gran parte del budget andrebbe alla cara e dolce Catherine Bay, regista e curatrice del progetto "Le Notti Bianche". Dimentica la cara regista, che quì non si tratta di girare un suo film, e che gli artisti non sono delle comparse...ma attori protagonisti, e come tutti gli attori protagonisti che interpretano un film, devono essere pagati...e bene anche! Mi meraviglio del sindaco Veltroni, che permette questi "sciacallaggi morali e materiali".
W IL GRANDE FRATELLO!