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“A casa di Giulia” arriva David Tremlett. L’artista inglese dona un suo “wall painting” all’housing sociale torinese

di - 28 Maggio 2015
Ogni anno la torinese Opera Barolo, fondata da Giulia di Barolo un secolo e mezzo fa, presta servizio a qualcosa come 15mila persone vulnerabili, accogliendo ogni giorno 350 richieste di aiuto.
Come tutte le grandi opere, in questo caso di carità, le “rivoluzioni” non si fermano mai e oltre ad un cantiere che sta cambiando il volto dell’housing sociale dello storico “Rifugio delle Maddalene”, ora a Torino arriva David Tremlett, il grande artista inglese che ha lavorato – tra gli altri musei – con la Tate Modern di Londra. A portarlo qui l’amico Ezio Bosso, compositore e musicista torinese, ma londinese di adozione, che ha scelto di vivere all’Opera Barolo nei suoi periodi in Italia.
Un’amicizia che si è tramutata in uno scambio dove Tremlett ha riconosciuto le progettualità dell’opera Barolo ed ha deciso di donare un suo grande wall painting Ritmo e forma, per accogliere con la bellezza le persone in temporanea difficoltà che saranno ospitate nei 48 appartamenti della struttura, progettati dall’architetto Giorgio Gandione. Un’operazione per «Trasformare i muri, le stanze e la vita in arte», come afferma Tremlett, che occupa ingresso, corridoi e parti comuni.
E chi ha realizzato il grande lavoro? Un’altra istituzione che a Torino, e non solo, ha storia nota: l’Accademia Albertina  delle Belle Arti che grazie a cinque studenti di differenti nazionalità ha messo in atto la costruzione del wall painting, sotto il coordinamento degli assistenti del Maestro. Una nuova opera “politica”, nel senso etimologico di polis, che Torino avrà nelle file dei suoi tesori più o meno nascosti.

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