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A David Chipperfield il progetto delle Procuratie Vecchie di Venezia. Via alle polemiche

di - 9 Ottobre 2017
Un intervento su 11mila metri quadrati, ripartiti tra uffici, scuole, sedi di fondazioni e di società che operino in ambiti umanitari, spazi espositivi e operativi, aperti a chiunque voglia entrare nella Human Safety Net, la rete umanitaria che Assicurazioni Generali dedica alle persone e alle famiglie in difficoltà. Un’operazione imponente, aperta a un’idea di interazione sociale, una progettualità aggiornata e che dovrà tenere nel giusto conto anche la storia rappresentata dalle Procuratie Vecchie, serie di edifici costruiti a inizio ‘500, come residenza dei Procuratori di San Marco, la più prestigiosa carica della Repubblica di Venezia dopo il Doge, e fino agli anni ’80 sede di Generali. A occuparsene sarà David Chipperfield, cavaliere del Regno Unito per i successi conseguiti nel campo dell’architettura, vincitore del prestigioso Premio Wolf per le Arti nel 2010 e della Medaglia d’Oro del Royal Institute of British Architects nel 2011.
Non è la prima esperienza di Chipperfield in Laguna, visto che l’architetto, nel 1998, progettò l’ampliamento del Cimitero di San Michele. «Sono felice di lavorare su questo progetto che, coerente da un punto di vista architettonico e sociale, coinvolgerà e unirà idee e persone di tutto il mondo. Il lavoro in sinergia con Generali mira a trasformare le Procuratie Vecchie in uno spazio dinamico che rappresenti la missione globale di The Human Safety Net e allo stesso tempo preservi l’imponente bellezza e storia degli edifici», ha commentato Chipperfield. Il progetto dovrebbe terminare nel 2020 e, una volta realizzato, renderà il complesso monumentale nuovamente accessibile al pubblico, dopo 500 anni. Oltre al restauro delle Procuratie Vecchie, Generali contribuirà al recupero dei Giardini Reali, alle spalle di Piazza San Marco, creando nuovi percorsi di collegamento con Piazza San Marco. «È molto importante che un luogo così unico, con un restauro così importante, sia restituito all’antico splendore e ancor di più che quel luogo venga affidato a temi come immigrazione, famiglie disagiate e bambini», ha dichiarato Dario Franceschini, durante la presentazione del progetto.
Ma i temi umanitari e la caratura dell’architetto non sono bastati a smorzare le polemiche e Italia Nostra è già insorta: «Non regaliamo la Piazza ai privati. Con la mega-terrazza per i loro eventi e vista su San Marco», ha detto Lidia Fersuoch, presidente dell’associazione, che ricorda il precedente della terrazza del Fontego, realizzata per conto di Benetton da un altro archistar, Rem Koolhaas.

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