L’incontro tra il linguaggio della scultrice Licia Galizia e del musicista Paolo Marchettini rappresenta un terreno di scambio e confronto tra le arti, profondo e ricco di interesse.
Le agili installazioni mobili e fisse applicate sulle pareti da Licia Galizia trovano nelle musiche appositamente scritte dal clarinettista-compositore un’ideale corrispondenza di intenti.
MODULI MOBILI SU SISTEMI FISSI
ESTEMPORANEITÀ, CAMBIAMENTO, UNICITÀ
Come sempre accade nella poetica di Licia Galizia, i valori dell¹estemporaneità e del cambiamento, il senso del work in progress, sono contemplati nei MODULI MOBILI che l¹artista appoggia ai SISTEMI FISSI. L¹unità di misura stabile prescelta dall¹artista è costituita da canaline a scatto fermavetro in ferro zincato applicate nel muro; su esse è inserito l¹elemento instabile delle canaline scorrevoli smaltate, elemento su cui anche il pubblico può intervenire ogni volta in maniera diversa, facendo slittare sulla canalina-base la canalina-scorrevole, modificando così l¹aspetto delle installazioni e spostando gli equilibri interni ai sistemi geometrici sulle pareti.
Le opere della Galizia si presentano dunque sempre differenti ed uniche; caratteristiche peculiari che Paolo Marchettini è riuscito a riprodurre in musica. I frammenti musicali eseguiti dal vivo sono infatti anch¹essi basati su una parte invariata e su moduli variabili. Marchettini suona brevi brani ipnotici, tracciando una sequenza di cellule e moduli sonori che ricorrono, proprio come accade nel linguaggio tematico della Galizia. L¹esecuzione musicale sul clarinetto avviene passeggiando fra le installazioni come un qualsiasi spettatore e si sofferma di volta in volta davanti ai diversi intervalli di ferro e ai vuoti del muro, interpretandoli con un linguaggio musicale scarno ed oggettivo, privo di decorazioni. Le astratte ed essenziali composizioni proposte da Marchettini sono partiture che improvvisamente si condensano e improvvisamente si arrestano, grumi di note inframmezzate da pause impreviste, brusche fermate, esitazioni e buchi sonori, così come accade nel rapporto spaziale tra i binari incastrati ed i vuoti bianchi nella PARTITURA DELLA PARETE. Perché il silenzio può essere musica proprio come il vuoto disegno.
Ad ogni intervento operato da uno spettatore, dal musicista o dalla stessa scultrice a modificare le geometrie delle installazioni attraverso lo slittamento estemporaneo di una canalina sull¹altra, il frammento musicale si arresta e ricomincia daccapo, modificandosi plasticamente sull¹installazione variata, ora accorciandosi, ora allungandosi, capovolgendosi, accelerando o rallentando, diminuendo o crescendo d¹intensità, modificando una sequenza che pur rimane invariata nella sua composizione molecolare, ma che si ritrova turbata dalla sua condizione di quiete e condotta a una situazione di instabilità temporanea.
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