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A Napoli, Dissonanzen apre la stagione concertistica con Simone Beneventi e Thollem McDonas

di - 8 Aprile 2019
Presso la Domus Ars di Napoli, si è svolto il primo di due appuntamenti intitolati Li duo soli a cura dell’Associazione Dissonanzen, l’ensemble che negli ultimi anni ha invitato personalità del calibro di Markus Stockhausen ed Evan Parker e che, da ormai più di venticinque anni, promuove attività per appassionati della musica d’avanguardia e contemporanea. Li duo soli è pensato per due protagonisti, in questo caso Simone Beneventi e Thollem McDonas e fa parte degli incontri della stagione concertistica 2019 intitolata La forza del dialogo poiché dalle prospettive dei diversi solisti invitati si intende invitare all’ascolto un pubblico che, pur di nicchia, si sta sensibilmente ampliando.
Beneventi, percussionista, ha eseguito tre composizioni. La prima, Scraping Song, di David Lang, per percussione sola; la seconda, One man band, di Johan Svensson, lo ha visto imbrigliato in uno scenografico strumento composto anche da tubi corrugati e trombette; la terza, Libro Celibe, di Giorgio Battistelli, ha dato modo al musicista di suonare un libro composto da diverse tipologie di fogli producenti altrettanti suoni. L’ineccepibile esecuzione di Beneventi ha dato modo al pubblico di ascoltare un tipo di musica contemporanea che riesce a sensibilizzare l’ascoltatore ad alcuni timbri e a certe ritmiche spesso irraggiungibili senza un’attenta ricerca pregressa.
Un punto di vista diverso è stato quello presentato da McDonas, che ha suonato per il pubblico Meeting at the parting Place, un’intensa quarantina di minuti durante i quali è stato evidente come la musica contemporanea americana sia da sempre estremamente più contaminata da altri generi, come per esempio il jazz.
I due hanno poi concluso con un’improvvisazione. Come spesso accade in appuntamenti del genere, il fatto che i musicisti si incontrino a ridosso dell’evento fa sì che le improvvisazioni non riescano a essere dello stesso livello dell’esecuzioni da solisti. Ma Beneventi e McDonas si sono comunque intesi, riuscendo a rimanere sulla stessa lunghezza d’onda per quanto concerne le dinamiche.
Ciò che è certo è che gli appuntamenti di Dissonanzen alla Domus Ars permettono di ascoltare ancora un tipo di musica certamente ben inscritto in una tradizione, pur chiamandosi ancora d’avanguardia, in cui la ricerca musicale dà moltissime opportunità di ascolto a prescindere dalla ricerca stessa. (Ambra Benvenuto)

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