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A natural oasis? Ecco l’open call “nomade” per curatori under 34, chiamati a mappare le piccole geografie dell’arte, da San Marino a Malta passando per Montenegro e Kosovo

di - 17 Maggio 2016
Parola d’ordine “nomadismo”, per lo sviluppo di nuovi percorsi di ricerca curatoriali nel campo delle arti visive e performative contemporanee, a partire dalle peculiarità geopolitiche delle scene artistiche di San Marino, Montenegro, Kosovo e Malta: ecco “A natural oasis?“, progetto promosso dagli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino, Viafarini e BJCEM, che lancia la sua prima open call dedicata alla formazione di 8 curatori/ricercatori culturali (quindi anche artisti con una pratica di ricerca solida) under 34.
Una free school con lo scopo di costruire una piattaforma culturale transnazionale in grado di mettere in discussione criticamente le idee di territorio e lontananza, marginalità e piccolezza attraverso le lenti della ricerca artistica, innescando una riflessione sull’Europa, nella sua geopolitica e anche in base al tema dell’esclusione o della vampirizzazione delle sue “province” vicine.
Insomma, in qualche modo oltre che un progetto per curatori anche una dimensione di studio sociale, per mettere a fuoco anche la carenza degli operatori culturali nei sistemi “periferici” in rapporto con i processi inclusivi sviluppati nei grandi “centri” europei.
Il risultato finale di “Un’oasi naturale?” Sarà un oggetto editoriale, che comprenderà saggi critici e ricerche visive sviluppati da curatori, visiting professor e dai partecipanti del contest durante il programma di realizzazione, che sarà presentato alla Biennale dei giovani artisti “MEDITERRANEA18”, il prossimo anno.
Vi viene in mente altro? Già, le “Little Constellation”, il progetto promosso da Alessandro Castiglioni (nel board curatoriale di “A Natural oasis?”, coocurato con Simone Frangi) e supervisionato da Roberto Daolio, che metterva in relazione, accostandole, le diverse esperienze provenienti dalle microaree geoculturali e i piccoli stati d’Europa che, nella maggior parte dei casi, sono afflitti da difficoltà anche peggiori di quelli tipici delle periferie. Volete tentare l’attraversamento dei piccoli stati della cultura? Avete tempo fino al 1 giugno per rispondere all’open call.
Nella foto: Flaka Haliti, I See a Face. Do You See a Face (2014), Digital photograph, edited, mounted on PVC-Forex board, 85 x 100 cm. Courtesy of the artist

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