Dal rugby all’arte. Dopo che Francia e Inghilterra hanno incrociato le spade di fronte alla palla ovale nella semifinale del campionati del mondo – per la cronaca, persa dai transalpini -, ora l’eterna tenzone fra dirimpettai della Manica si sposta sul fronte delle fiere d’arte. Sì, perché il calendario vuole che quest’anno soltanto pochi giorni separino l’appena conclusa
Frieze dal weekend parigino della
Fiac, con un’inevitabile tentazione di metterle a confronto. E la
foire parisienne pare volersi presentare al meglio all’appuntamento numero trentaquattro, al quale arriva con un carnet di ben 181 gallerie – 73 francesi, 108 straniere – contro le 168 della scorsa edizione. Confermata la disposizione sulle tre incomparabili location, Grand Palais, Cour Carrée du Louvre e Jardin des Tuileries, che già lo scorso anno si è rivelata vincente nel gradimento del pubblico. Notevoli anche i perfezionamenti logistici, specie per il tendone della Cour Carrée e nei mezzanini del Grand Palais. Sempre ottima l’adesione delle gallerie internazionali, dalle newyorkesi
Paula Cooper,
Marian Goodman,
Sean Kelly,
Luhring Augustine,
David Zwirner, agli svizzeri
Hauser & Wirth e
Jan Krugier & Cie, agli inglesi
Lisson e
Waddington, al tedesco
Michael Werner, giusto per fare qualche nome. Le gallerie italiane salgono da dodici a quattordici, fra le quali molte confermano la partecipazione dallo scorso anno, come
Artiaco, Continua, Tornabuoni, De Cardenas, Enrico Fornello, Noire, Arte Studio Invernizzi, Lia Rumma, Studio La Città e Tucci Russo, Massimo de Carlo. Salta l’appuntamento
Perugi, mentre tre sono le new entry nostrane,
Francesca Minini, T293 e
Zero. Tornano anche quest’anno le installazioni esterne lungo i giardini delle Tuileries, con opere – fra gli altri – di
Subodh Gupta, Lawrence Weiner, Joanna Vasconcelos, Pascale Martine Thayou, Pedro Cabrita Reis, Miquel Barcelò, Kimsooja. E torna per il terzo anno anche il
Prix Duchamp, che vede in lizza
Adam Adach, Tatiana Trouvé, Pierre Ardouvin, Richard Fauguet.
Si muove anche il cotè delle fiere collaterali, con il debutto di
Les Elysées de l’Art, che accoglie una sessantina di gallerie sui 3500m2 di esposizione ripartiti in tre padiglioni disposti fra il Petit Palais e Place de la Concorde. Anche
Slick per questa edizione 2007 si moltiplica in due spazi, affiancando ai tradizionali spazi della Bellevilloise – con una trentina di gallerie internazionali, per l’Italia la bolognese
nt art gallery – il nuovo
SlickProjects al Pavillon Carré de Baudouin, con sei gallerie che presentano progetti speciali e one-man shows. Allo spazio Pierre Cardin in Place de la Concorde torna per il secondo anno
Show-off, con 35 gallerie, in maggioranza straniere e comunque giovani gallerie, fra le quali anche le nostrane
Fabio Paris, The Flat, Perugi, bnd, mentre
Diva Paris quest’anno sceglie di uscire dalla mischia, spostando le sue date alla metà di novembre.
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