Il percorso si snoda come un’antologica: dagli esordi negli anni ’80, ai quadri più recenti, filo conduttore è un’immaginazione potente capace di evocare spazi siderali, creature aliene, delicati profili d’altri mondi, dimensioni parallele e fantastiche. Che talvolta citano in modo impeccabile ed inquietante brani di pittura del passato. Dai ritratti delle varie veneri venusiane, al misterioso Grifoceronte (1991), all’Orologiaia cieca, fino a veri e propri scorci d’altri mondi, paesaggi raccontati come visioni nitide, estemporanee e fuori dal tempo.
Fino allo skyline di piazza del Popolo sorvolato dall’immancabile disco volante.
Ed una chicca arricchisce il catalogo stampato in occasione delle tre mostre: un breve racconto firmato da Sandro Chia. (giulietta neri)
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Complimenti e auguri al mio concittadino.
francesco mestria