Categorie: Speednews

A Torino, due giorni per esplorare la grande arte cinematografica di Chantal Akerman

di - 25 Febbraio 2019
Si è conclusa domenica, 24 febbraio, “New Desire”, la due giorni dedicata all’opera di Chantal Akerman. L’iniziativa, ospitata presso il Cinema Massimo-MNC e promossa da Lovers Film Festival, che da sempre pone l’accento su tematiche quali identità di genere e minoranze etniche, Museo Nazionale del Cinema e Master in Design for Arts del Politecnico di Torino, in collaborazione con Aiace, Filmidee, Sindacato Belleville, ha saputo raccontare le varie anime di un’artista considerata tra i più grandi interpreti della cultura visuale dell’ultimo secolo. In particolar modo è stato dato risalto all’aspetto sperimentale della cinematografia di Akerman e al suo contributo nel campo della ricerca artistica, a integrazione teorica dei laboratori tenuti da Doug Ashford, Max Pitegoff e Calla Henkel, nell’ambito del Master in Design for Arts del Politecnico.
Durante la giornata di sabato, in occasione del dibattito tra Gail Cochrane, Visual Arts Supervisor Master in Design for Arts, Sergio Pace, Storico dell’Architettura e Referente del Rettore per i Servizi Bibliotecari, Archivistici e Museali, Pier Paolo Peruccio, coordinatore Master in Design for Arts, e Irene Dionisio, Direttrice artistica Lovers Film Festival, sono stati proiettati frammenti di opere come Saute ma ville (1968), realizzata quando Chantal aveva appena diciott’anni e si accingeva a vivere la scena newyorkese dei primi anni Settanta – una città in cui imperversava l’avanguardia artistica di Andy Warhol, Micheal Snow e Stan Brakhage – e Jeanne Dielman, 23, quai du commerce, 1080 Bruxelles (1975), film documento con la strepitosa interpretazione di Delphine Seyrig, definito dal New York Times “il primo capolavoro femminile nella storia del cinema”. A seguire è stato proiettato il lungometraggio Je Tu Il Elle (1975).
Domenica, la direttrice della fotografia Caroline Champetier, che ha avuto modo di collaborare con Akerman, la critica cinematografica Daniela Persico e Irene Dionisio hanno presentato la proiezione di Toute une nuit, opera iconica dell’artista belga, nella quale una notte insonne si trasforma in un impulso magnetico foriero d’incontri.
L’iniziativa è terminata con la proiezione del docufilm No home movie (2015), presentato da Carlo Chatrian, neodirettore della Berlinale, e Daniela Persico. (Rino Terracciano)

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Cinque artisti per raccontare l’India alla Biennale: intervista al curatore Amin Jaffer

Intervista al curatore del Padiglione India alla Biennale d'Arte di Venezia 2026: Amin Jaffer ci parla di identità plurale, materiali…

18 Marzo 2026 19:10
  • Fiere e manifestazioni

Paris Internationale Milano 2026: annunciate le 34 gallerie partecipanti

Annunciate le 34 gallerie per il debutto milanese di Paris Internationale: la fiera conferma il suo taglio curatoriale, tra dialoghi…

18 Marzo 2026 18:04
  • Progetti e iniziative

Cento bandiere per Gaza: il progetto di Giovanni Gaggia per la Global Sumud Flotilla

Cento bandiere palestinesi, ricamate collettivamente a partire da testi provenienti da Gaza, accompagneranno la seconda missione via mare della Global…

18 Marzo 2026 17:03
  • Fotografia

Arte Povera: gli scatti di Mussat Sartor raccontano una stagione irripetibile

Kounellis, Pistoletto, Penone, Paolini: dalla fine degli anni '60, l'obiettivo discreto di Paolo Mussat Sartor ha fissato per sempre opere,…

18 Marzo 2026 14:55
  • Arte contemporanea

Le sculture di Itamar Gilboa raccontano la fame al MIC Faenza

Dalla scansione del proprio cervello durante il digiuno a 260 sculture ceramiche. Con World of Plenty, Itamar Gilboa affronta la…

18 Marzo 2026 14:06
  • Progetti e iniziative

Al via EDI Global Forum: a Napoli si parla del ruolo dei musei nell’era delle immagini

Al via la terza edizione di EDI Global Forum: istituzioni museali e professionisti della cultura internazionali incontrano il territorio, tra…

18 Marzo 2026 14:02