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A Vicenza l’illustrazione fa BUM! Centocinquanta metri di opere, e una piazza che diventa museo a cielo aperto. La parola agli ideatori

di - 2 Ottobre 2014
Illustrazione come urban art, sulla scia del successo crescete che –in Italia, ma non solo- la corrente più popolare e affascinante del contemporaneo sta nuovamente riscuotendo da qualche anno.
La piazza di Borgo Berga, quartiere di Vicenza, da sabato diventerà Berga Urban Museum (BUM, appunto) con l’intervento di 25 illustratori da tutto il mondo che comporranno un mosaico lungo 150 metri.
Jeremyville, Bar, Chow, Niemann e Shout, Riccardo Guasco (che sabato realizzerà una performance) sono solo alcuni nomi di un caleidoscopio di immagini che saranno sempre accessibili al pubblico. Abbiamo rivolto le nostre tre domande a due dei promotori di questo nuovo appuntamento, l’illustratore e curatore Ale Giorgini e Paolo Dosa, amministratore  di Sviluppo Cotorossi Spa. Ecco che ci hanno raccontato.
Come nasce e perché il Berga Urban Museum?
Paolo Dosa (amministratore delegato di Sviluppo Cotorossi, azienda che sta realizzando il nuovo complesso residenziale di Borgo Berga e che ha promosso il progetto): «L’innovazione e l’apertura al contemporaneo sono valori che hanno accompagnato da sempre la nostra iniziativa. Ecco perché, nel momento in cui Borgo Berga si apre alla città, offrendo al pubblico nuovi spazi, abbiamo voluto portare a Vicenza un progetto artistico e culturale di spessore internazionale. BUM vuole trasformare la nuova piazza in un contenitore di idee e progetti, uno spazio d’espressione per le più diverse forme d’arte, un nuovo polo culturale per la città».
La Public Art, e la Street nello specifico, stanno vivendo una nuova primavera e sono ormai infinite le manifestazioni, i luoghi e le declinazioni che il fenomeno ha preso in Italia. In che cosa si differenzierà il progetto di Vicenza?
Ale Giorgini (curatore) «Il Berga Urban Museum sorge nella nuova area di Borgo Berga, un quartiere con a disposizione molti spazi differenti che vogliamo utilizzare per offrire un’esperienza totale al pubblico: workshop, incontri, residenze d’artista e una vasta gamma di progetti attualmente ancora in cantiere, nei quali il pubblico diventi un soggetto attivo» .
Cosa c’è in cantiere quindi? Si vuole trasformare la zona di Borgo Berga in un “parco” dell’arte pubblica? Commissioni annuali ad artisti? La nascita di un “festival” o di una rassegna?
Ale Giorgini: «Con questo primo evento, l’inaugurazione di una parete “pubblica”, allestita con 100 opere di 25 illustratori internazionali, abbiamo voluto fissare l’altezza dell’asticella. Uno standard qualitativo che intendiamo mantenere, che porrà Vicenza e il suo nuovo quartiere sotto i riflettori del panorama artistico italiano. Il Berga Urban Museum nasce infatti come un progetto che vuole aprirsi anche ad altre discipline e non solamente all’illustrazione. Personalmente, il mio progetto è quello di integrare il BUM con l’esperienza di Illustri Festival, giovane ma già importante kermesse di illustrazione che è diventata un festival biennale la cui prima edizione è prevista nel dicembre 2015. Due progetti differenti, indipendenti, che sicuramente troveranno un momento comune e che lavorano entrambi per far diventare Vicenza, un punto di riferimento nel panorama dell’illustrazione internazionale».

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