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Addio a Lothar Baumgarten, raffinato maestro del concettuale e appassionato attivista

di - 7 Dicembre 2018
Raffinato esponente del movimento concettuale, attivamente impegnato in azioni dai risvolti politici e sociale, Lothar Baumgarten è scomparso a Berlino, il 2 dicembre, all’età di 74 anni. A diffondere la notizia, un comunicato diramato il 6 dicembre dalla Marian Goodman Gallery, che ha rappresentato a lungo l’artista. «Lungo una carriera durata quattro decenni, Lothar ha ottenuto ampi consensi e riconoscimenti, per un corpus di lavori potenti e diversificati, dalla fotografia ai film, dai disegni alle stampe, dai libri d’artista alle installazioni site specific, dal wall drawings agli interventi architettonici. Lo ricorderemo per sempre e l’impatto che ha avuto sul nostro tempo continuerà a vivere nelle sue opere», si legge nel testo.
Nato nel 1944 a Rheinsburg, Baumgarten studiò con Joseph Beuys, tra il 1969 e il 1971, alla Kunstakedemie di Dusseldorf. Nella sua ricerca, attraversò in particolare i temi del colonialismo e della sua eredità, affrontati in prima persona. Baumgarten trascorse lunghi periodi con popolazioni indigene, «Per conoscere queste società, non è necessario ottenere un dottorato di ricerca. Devi saltare nei cespugli, quasi nudo, come ho fatto io». Dal 1978 al 1979, Baumgarten ha studiato il popolo Yanomamö, passando lungo tempo nella loro regione, al confine tra Venezuela e Brasile. Nel 1984, per il Castello di Rivoli, realizzò Yurupari-Stanza di Rheinsberg, installazione permanente e site specific, la cui potente delicatezza è una delle chiavi di tutta la sua poetica. Nello stesso anno vinse il Leone d’oro alla Biennale di Venezia e ha partecipato a quattro edizioni di Documenta, nel 1972, 1982, 1992 e 1997.

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