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Al Museo di Capodimonte, la libertà di Picasso diventa un’apparizione, per la performance di Valeria Apicella

di - 10 Giugno 2017
Si parte da un’immagine, da una cartolina di un paesaggio. Poi, come in un circo immaginario, ne fuoriesce un corpo che, infine, rimane sospeso nel tempo di un video. Sono i tre momenti sviluppati da Apparizioni, l’installazione performativa di Valeria Apicella, in collaborazione con Cyril Béghin, Cesare Accetta, Daniela Salernitano, Valerio Mattiacci, Giulia Nappi, Francesco Arena, Enrico Pinasv Borriello, pensata come una sorta di appendice interpretativa e onirica di Parade, il grande sipario di Pablo Picasso in esposizione al Museo di Capodimonte.
L’opera fu dipinta nel 1917, come apparato scenografico per il balletto omonimo di Léonide Massine, che sarebbe andato in scena nello stesso anno a Roma. In quegli anni, infatti, il maestro del Cubismo si trovava in Italia e risultano evidenti le suggestioni partenopee, ricavate in seguito a una visita a Napoli e a Pompei, tra circhi equestri, pupi e maschere riferite alla classicità. Una ispirazione che Apicella ha interpretato come un impeto di libertà, un’essenza che rimane indefinibile come un corpo astratto. Prendendo punto dai personaggi e dalle situazioni delineate da Picasso, la performance, prodotta da cie 3.14 e con il sostegno del Museo e Real Bosco di Capodimonte, dell’Ex-Asilo Filangieri e di Consultrading, è composta da sette numeri: l’acrobata, il cavallo, il balletto russo, la scimmia, la ragazza e la nave, la ballerina / per Olga, finale / sospensione.
Apparizioni si svolgerà il 10 giugno, alle 14.30, 16 e 17.30.

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