Albania, identità e finzione: il progetto di Genti Korini alla Biennale 2026

di - 23 Febbraio 2026

Alla 61ma Biennale d’Arte di Venezia, che aprirà al pubblico dal 9 maggio al 22 novembre 2026, l’Albania presenterà A Place in the Sun (Un posto al sole), un’installazione video a tre canali dell’artista Genti Korini, curata dalla critica e curatrice polacca Małgorzata Ludwisiak. Incentrato sulla storia contemporanea albanese, sul rapporto con l’Unione Sovietica e con le proiezioni ideologiche che hanno segnato il Novecento, il progetto è stato commissionato dal Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport dell’Albania e selezionato da una giuria internazionale tra 17 candidature. Annunciando la partecipazione, il ministro Blendi Gonxhja ha sottolineato la solidità concettuale e la precisione visiva della proposta, che intreccia ricerca d’archivio, folklore e immaginazione.

Genti Korini

Nato a Tirana nel 1979, Korini lavora tra pittura, immagine in movimento, fotografia e oggetti, interrogando le eredità della modernità, del modernismo, del post-comunismo e del presente neoliberista. Dopo gli studi a Cluj-Napoca e a Tirana, è stato cofondatore dello spazio indipendente Bazament e ha esposto in numerose sedi internazionali. Tra i progetti più recenti, il film Spider’s Envy, presentato a Manifesta 14 (Pristina, 2022), ambientato in una rovina modernista e costruito come dialogo tra passato comunista e presente, già evidenziava la sua strategia di muoversi tra documento e finzione poetica.

Genti Korini, Spider’s Envy, 2022

Il padiglione veneziano, che ha sede nel complesso delle Sale d’Armi dell’Arsenale, prosegue la sua riflessione sulle identità culturali e sulle tensioni tra realtà e rappresentazione. Al centro progetto vi sarà un’installazione in cui recitazione dal vivo, teatro di marionette, animazione e una partitura sonora originale convergeranno in una sorta di teatro fittizio costruito in Zaum, linguaggio “trasmentale” sviluppato dai poeti futuristi russi all’inizio del XX secolo. Concepite come “lingua pura”, priva di grammatica e sintassi, le parole dello Zaum diventano per Korini uno strumento per portare lo spettatore ai limiti del linguaggio e oltre la comunicazione ordinaria, aprendo uno spazio in cui il senso può essere ricostruito da capo.

Il punto di partenza storico è il numero del 1916 della rivista d’avanguardia Bloodless Murder, pubblicata a Petrograd. In quel contesto, l’Albania veniva rappresentata attraverso un filtro esotizzante e orientalista, come frontiera romantica e al tempo stesso palcoscenico di gerarchie civilizzatrici. Korini rilegge quel materiale editoriale come sintomo di uno sguardo coloniale che rivela più le ansie dell’osservatore che le vicende del Paese osservato. A Place in the Sun si muove così su un doppio registro: da un lato l’Albania come luogo costantemente definito da proiezioni esterne e interne, dall’altro un territorio che diventa espressione poetica di culture invisibili, lingue minoritarie e identità in transizione.

Articoli recenti

  • Mercato

Dentro Unlimited 2026, la sezione di Art Basel che sfida gli standard della fiera

Dalle architetture di cartone di Eva Jospin alla cabina aereo di Isa Genzken: una passeggiata tra le opere "fuori scala"…

18 Giugno 2026 22:30
  • Beni culturali

Il Volto Santo di Lucca torna visibile al pubblico: la storia del lungo restauro

Il Volto Santo torna nel Tempietto del Civitali a Lucca dopo il restauro: recuperata la policromia originaria e confermata la…

18 Giugno 2026 18:58
  • Arte contemporanea

Non più visitatori ma partecipanti: a Bergamo la GAMeC mette alla prova un nuovo modello di museo

Fosbury Architecture e Claire Fontaine trasformano la Sala delle Capriate di Palazzo della Ragione in un laboratorio interattivo, in corso…

18 Giugno 2026 18:00
  • Arte contemporanea

Frida Kahlo: a Verona un’immersione nella sua vita rivoluzionaria

Fino all'11 ottobre il Teatro Ristori presenta Frida Kahlo. A Revolutionary Life, un viaggio immersivo tra immagini, musica e memoria…

18 Giugno 2026 18:00
  • Musei

L’arte viaggia in camion: il governo britannico finanzia il primo museo mobile permanente

Nel Regno Unito, nasce un museo mobile permanente: un avveniristico tir progettato dall'architetto Ab Rogers, che porterà i capolavori dei…

18 Giugno 2026 17:10
  • Arte contemporanea

Quando il flusso dell’immagine distrugge il significato: ipotesi di elettroclastia

Se il flusso costante della comunicazione digitale distrugge l'informazione e la forma della realtà, la soluzione potrebbe essere l’elettroclastia, ovvero…

18 Giugno 2026 15:06