Dopo un anno esatto torna la Conferenza Regionale per la Cultura (nel 2005, il primo febbraio a Firenze, ora, il primo febbraio al Pecci di Prato). Una manifestazione discutibile in cui l’intera Regione Toscana si produce in autocelebrazioni su quanto di buono (?) è stato fatto nel corso dell’anno appena trascorso. In presentazioni di libri editati naturalmente dalla Regione. In illustrazioni di progetti svolti con il supporto della Regione. In lodi, lodi, lodi dei finanziamenti a pioggia di TraArt, l’ufficio (della Regione, certo) che si occupa di finanziare progetti d’arte contemporanea da Grosseto a Carrara con criteri tutti da comprendere. Il tutto unto e condito con “prodotti tipici della Val di Bisenzio”.
Ma questa edizione della conferenza, come puntualmente anticipato da Il Tirreno, avrà qualche elemento di interesse in più. Infatti verrà ufficializzato per l’occasione l’elezione del Pecci di Prato –sul quale la Regione pare aver deciso di investire, anche a seguito delle denuncie di abbandono uscite su Exibart e sulle testate locali- a centro propulsore proprio della rete TraArt; inoltre si parlerà –sempre riguardo al Pecci- della costruzione di una nuova ala del museo laddove ora sono i parcheggi lungo Viale della Repubblica.
Novità per il Pecci anche per quanto riguarda la direzione. Stefano Pezzato è stato nominato direttore pro-tempore (scadenza il 31 marzo) e tra i corridoi di ArteFiera la rima baciata dilagava: ”a Prato tornerà Bruno Corà…”.
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Sono daccordo per Bruno Corà, e spero che questa vota gli lascino fare il suo lavoro.
Dietro il Pecci ci sono troppi interessi, vedi
importanti collezionisti toscani....
Un direttore artistico deve fare il direttore artistico e non il mediatore..
Per non parlare poi della confusione all'interno degli uffici..
Dove personaggi raccattati per strada si sono trovati catapultati a posti di comando strategico..
Se qualcuno non si decide a far pulizia, qualsiasi intevento si faccia siamo punto e da capo
... solo politica ... e poco interesse
In effetti sarebbe interessante conoscere e capire i criteri usati da TraArt per concedere i finanziamenti.
certo non è tutto oro, ma conoscete un'altra regione italiana che investe in maniera continuativa e strutturale in produzione di arte contemporanea? la regione toscana ha avviato un processo che, nel suo complesso, dovrebbe essere preso a modello.
CORA'? ma stiamo scherzando? certo ha idee buone per mostre nelle case di riposo, ma per fare arte contemporanea ci vuole altro...
so che pensate di essere belli bravi ed al centro del mondo, peccato solo che non lo pensi nessun altro.