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Alberto Zanchetta riconfermato alla direzione del MAC di Lissone per il prossimo triennio

di - 25 Novembre 2017
Annunciato ieri l’esito del concorso pubblico per l’incarico di direttore artistico del MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, che segna la riconferma di Alberto Zanchetta al timone dell’istituzione, già direttore dal dicembre 2012.
Una scelta che premia il suo precedente mandato che ha portato il MAC a essere una voce presente e autorevole nel panorama dell’arte contemporanea italiana. Malgrado i budget risicatissimi, nell’arco di cinque anni il MAC è riuscito a presentare – come riporta il recente report istituzionale – 154 progetti espositivi e un centinaio di altri eventi, tra cui concerti, performance, presentazioni di libri, incontri e dibattiti; gli artisti, designer, critici e curatori coinvolti nella programmazione sono stati complessivamente 635, mentre 2.282 sono state le opere ospitate nelle sale museali. Non meno importante, il MAC ha incrementato le proprie collezioni permanenti con 57 nuove opere (tra cui quelle di Franco Grignani, Alberto Biasi, Grazia Varisco, Michele De Lucchi, Antonio Scaccabarozzi, Giovanni Campus, Winfred Gaul, Nicola Samorì, Matteo Fato, Vincenzo Rusciano, Sophie Ko, Paola Angelini, Davide Mancini Zanchi), 9 interventi permanenti e un nucleo di 112 disegni ed eliocopiedi Hollein, Ungers, Eisenman, Cook, Sottsass, Venturi, Aulenti, Moneo, Graves, Isozaki, Mendini, Portoghesi, Stoppino, De Pas-D’Urbino-Lomazzi, Bottoni, La Pietra, Vigo e altri importanti architetti.
Un’incessante attenzione è stata inoltre riservata alla ricostruzione filologica del Premio Lissone, che tra il 1946 e il 1967 è stato tra i maggiori premi d’arte in Italia, vantando una cassa di risonanza anche a livello internazionale. Setacciando gli archivi nazionali e costruendo una fitta rete di contatti con le istituzioni europee, Zanchetta ha trovato e divulgato documenti inediti grazie ai quali è stato possibile gettare una nuova e più ampia luce sui trascorsi del Premio, la cui storia è stata completamente riscritta in 4 distinti volumi.
Un secondo mandato in cui Zanchetta proseguirà nell’attività di ricerca e sperimentazione su cui ha costruito la nuova identità del MAC con l’obiettivo – ci dice – di continuare «con una programmazione intensiva, caratterizzata da approfondimenti e anomalie che sonderanno i territori contigui dell’arte e del design contemporaneo. Ma non sarà una semplice prosecuzione in linea con l’ultimo quinquennio, bensì un’occasione per reinventare nuovamente il MAC». (Silvia Conta)

Sopra: Alberto Zanchetta accanto all’opera “Riversa” di Giovanni Termini, foto Michele Sereni

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