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Alla Galerie Jünger di Vienna, casaluce/geiger firma il profumo di Luisa Casati

di - 13 Giugno 2017
Il poeta persiano Rumi scriveva che “se la forma scompare la sua radice è eterna”, verso che Mario Merz ha scolpito attraverso la luce e che si adatta in maniera esemplare per introdurre la mostra “Il profumo di Luisa Casati” di casaluce/geiger alla Galerie Jünger di Vienna. I tubi al neon di Merz corrono lungo una siepe nel cortile del Palazzo Venier dei Leoni di Venezia oggi Museo Guggenheim, dove prima di Peggy abitò Lady Doris Castlerosse e prima ancora, fino al 1924, la Marchesa Luisa Amman Casati Stampa (1881-1957), alla quale è dedicata la mostra viennese.
Il contenuto di questa iscrizione tratteggia la relazione tra l’artista italo-austriaca casaluce/geiger e il personaggio Casati, oggetto privilegiato delle sue acute attenzioni negli ultimi tre anni di lavoro. Era infatti il 2014 quando è nato il progetto con l’occasione di uno scambio con Luca Scarlini, di passaggio per Vienna, autore del libro Memorie di un’opera d’arte. La Marchesa Casati, edito da Skira. Il lavoro di casaluce/geiger, accompagnato da un testo di Scarlini, contribuisce a rendere la Marchesa divina ab aeterno, ben oltre le suggestioni che la riguardano nella moda e nello stile. Anche in quanto appare evidente un’affinità di forma e sostanza che lega queste due donne nel loro profilo artistico, come casaluce racconta: «Ho cominciato ad interessarmi a lei, a subirne il fascino. Artista, performer, collezionista, musa, mecenate…un concentrato di identità multiple, in linea con un aspetto della mia anima che ho sempre considerato nomade, fluida, molteplice».
Quella alla Galerie Jünger è una appassionata ma accorta, elegantissima e inusuale incursione nel profilo della Marchesa, con lavori inediti – autoritratti fotografici e disegni ad acrilico su stampe antiche e fotografiche d’archivio, un’installazione olfattiva da cui prende il titolo la mostra e una specifica azione performativa – che ne riscoprono i dettagli più intimi. Così, ne ha riscritto lo sguardo, lasciandosi ispirare dai celebri scatti di Man Ray che la resero immortale, investigando il tema del doppio e prestando il corpo alla presenza fantasmatica di Luisa, fino a racchiuderne l’essenza in un profumo realizzato con l’expertise del profumiere indiano Yogesh Kumar.
Per questo progetto si è impegnata a ripercorrere le tracce del suo vivere ad arte, visitando le sue abitazioni, frequentando le sue abitudini, fino al cimitero londinese di Brompton dove è sepolta. Per l’epigrafe, fu scelta una citazione da Antonio e Cleopatra di William Shakespeare: “L’età non può appassirla, né l’abitudine rendere insipida la sua varietà infinita”, verso anche questo, che si lega eccezionalmente al profilo della stessa casaluce/geiger che vive nel sistema dell’arte in una condizione di ambiguità identitaria: riguardo all’artista in questi anni si sono diffuse informazioni diverse, come fosse una presenza virtuale. E qui sarebbe da dire: Forse che sì. Forse che no, facendo risuonare il titolo del romanzo di Gabriele D’Annunzio, appassionato amante della Casati, che in questo e altri testi ispirò a lei il personaggio femminile. Luca Scarlini riferisce di un “effetto Casati” per il quale «tutti si fanno avanti per raccontare storie che la concernono, assaporando al massimo i dettagli eccentrici e surreali del suo vivere» e ricorda anche del rapporto tra la Marchesa e gli artisti contemporanei come un caso esemplare di committenza e rispecchiamento per cui lei commissionava e collezionava, oltretutto, suoi pregevoli e numerosi ritratti d’autore.
In questo senso casaluce/geiger la “rappresenta” a sua volta con una peculiare cifra stilistica, la incarna con autentico rispetto, utilizzando l’occasione autobiografica come strumento della sua stessa trasformazione, attraversando il territorio dell’identità fino a procurarne uno slittamento, come aveva fatto già a partire da una delle sue opere più famose From the pages of my diary esposta all’Atelier Augarten – Österreichische Galerie Belvedere di Vienna. (Cristina Principale)
In home e in alto: © casaluce/geiger

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