Categorie: Speednews

Altro che FaceApp, con questa nuova app puoi diventare un quadro di Rembrandt

di - 24 Luglio 2019
FaceApp chi? Se non l’avete già fatto, come spesso capita per questi tormentoni, potete tranquillamente dimenticare tutto. In attesa di una spia russa alla vostra porta, da oggi avete la possibilità di ammirarvi sullo schermo del vostro smartphone proprio nello stesso modo in cui vi avrebbe visto, per esempio, Jean-Auguste-Dominique Ingres. Un artista che ritrasse Napoleone comodamente assiso sul trono imperiale, mica una rete neurale qualunque. Stiamo parlando di AI Portraits Ars, app sviluppata dai ricercatori del MIT-IBM Watson AI Lab, in grado di trasformare il tuo selfie in un ritratto classico degno di un museo.
Bene, sempre di algoritmi si tratta ma, in questo caso, decisamente più raffinati dal punto di vista estetico, rispetto alle rughe e ai brizzolamenti facilmente ammiccanti che hanno conquistato per qualche ora il nostro ego-social. Il programma utilizza l’IA per riprodurre ritratti umani artistici in diversi stili. I ricercatori hanno caricato decine di migliaia di dipinti, dal primo Rinascimento all’arte contemporanea, per aiutare a formare i modelli attraverso l’avanzato sistema GAN-Generative Adversarial Network.
Sarebbe la Rete Generativa Avversaria della quale abbiamo parlato anche in occasione del clamoroso caso del Ritratto di Edmond Bellamy, la prima opera realizzata da un’intelligenza artificiale a essere battuta all’asta addirittura da Christie’s New York, mica al negozio di pc usati vicino casa.
Il sistema della rete antagonista generativa, introdotto da Ian Goodfellow nel 2014, si basa su una classe di algoritmi di intelligenza artificiale che, in un certo senso, detta le regole di una sorta di dialogo tra due sistemi, in cui l’uno impara dalle decisioni dell’altro. In questo caso, i due sistemi si scambiano informazioni a base di Vero/Falso, partendo dai dipinti inseriti nel database e messi a confronto con il vostro volto.
Ma possiamo star tranquilli. Le foto verranno inviate ai server per generare il ritratto ma non saranno utilizzate per nessun altro scopo e verranno eliminate immediatamente, si legge sul sito che, al momento, è talmente sommerso dalle richieste da essere crashato. Se dovesse tornare online, potete anche inviarci qualche vostra fotografia, vi promettiamo che non le gireremo al KGB, alla CIA o a qualche altra sigla poco rassicurante.
Unico neo, i sorrisi. AI Portrait Ars non è proprio specializzato nell’espressione della felicità tipica del selfie e c’è un motivo da storia dell’arte. Raramente i maestri del ritratto hanno dipinto persone sorridenti, perché solitamente il riso era associato ai temi della pittura di genere e di soggetti popolari: il riso abbonda sulla bocca degli stolti, dicevano gli antichi, per antonomasia fin troppo seri.
In effetti, nei ritratti d’arte antica e moderna è difficile osservare anche altre tipologie di emozioni troppo forti e violente, che erano accuratamente evitate per non distorcere in maniera grottesca i tratti somatici. E anche un tipo come Rembrandt, ai suoi tempi molto richiesto e ancora oggi famosissimo per essere riuscito ad adattare l’austera iconografia classica alle esigenze più moderne – e diciamolo, anche più frivole – della prosperante borghesia mercantile, non è che facesse atteggiare i suoi modelli con la boccuccia à la duck face, trovando comunque pose non meno incisive, determinate, scaltre o coraggiose, a seconda dei gusti del soggetto.

Articoli recenti

  • Danza

Lo Schiaccianoci, icona estrosa della contemporaneità per Mauro Bigonzetti

Per la MM Contemporary Dance Company Mauro Bigonzetti firma una nuova versione dell’iconico Schiaccianoci: c’è tutto del grande balletto classico,…

14 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Tra ombre e lenzuola: Francisco Tropa trasforma Palazzo De’ Toschi a Bologna in uno spazio del tempo ciclico

A Bologna Francisco Tropa presenta Miss America, un’installazione che unisce performance e scultura, trasformando un gesto ordinario in un dispositivo…

14 Febbraio 2026 15:00
  • Mostre

Nell’arte poetica di John Giorno la metrica è la misura del nostro corpo

Il Museo Mambo di Bologna apre alle pratiche multisensoriali di John Giorno, tra parola e ambiente, voce e spazio d’ascolto,…

14 Febbraio 2026 13:10
  • Mercato

All’asta il manoscritto di Ippolita Maria Sforza, la principessa che collezionava libri

Il codice miniato appartenuto alla dote di Ippolita Maria Sforza riaffiora dopo secoli e va in vendita da Il Ponte.…

14 Febbraio 2026 12:31
  • Attualità

Il licenziamento di Sebastian Smee al Washington Post e il futuro della critica d’arte

La ristrutturazione della sezione Arts and Entertainment del Washington Post, con l’uscita del critico d'arte Sebastian Smee, racconta una crisi…

14 Febbraio 2026 12:30
  • Mostre

Forte di Bard, crocevia culturale delle Alpi: le mostre in corso e in programma

Dal Botero monumentale al San Giovanni Battista di Caravaggio, fino alle immagini di Magnum America e Wildlife Photographer: tutte le…

14 Febbraio 2026 11:30