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Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, giganti. I fumetti, sui ponteggi dei cantieri dell’Aquila

di - 7 Luglio 2018
Andrea Pazienza e Tanino Liberatore, due giganti del fumetto, in senso letterale. A L’Aquila, sui ponteggi dell’Impresa di Costruzioni Generali Ingg. Frezza spa, in via Castello, sono state installate quattro opere grandi fino a 9 metri, firmate dai due autori di fumetti storici, come Pentothal e Ranxerox. Il progetto, presentato da Off Site Art, fa parte di “Due a Due”, un ciclo di installazioni site specific che mette in dialogo due illustratori o fumettisti italiani, parte del progetto di arte pubblica che, dal 2014, accompagna la ricostruzione della città con immagini d’artista sui ponteggi degli edifici danneggiati dal terremoto del 2009.
Il legame dei due artisti con l’Abruzzo è noto, Pazienza si formò a Pescara, dove si trasferì all’età di 12 anni. Qui si iscrisse al Liceo Artistico Giuseppe Misticoni, dove strinse amicizia con Liberatore, nato a Quadri, in provincia di Chieti, anche lui arrivato sulla costa abruzzese per motivi di studio.
Nel precedente appuntamento, sui ponteggi del Consorzio Antonelliano, sono state presentate le illustrazioni di Sarah Mazzetti, illustratrice il New Yorker, New York Times e Linus, e di Emiliano Ponzi, che abbiamo visto su Le Monde, l’Economist, Repubblica e sulle copertine dei libri Feltrinelli.
Le immagini di Pazienza e Liberatore scelte per L’Aquila, a cura di alino (Comicon), sono un omaggio ai loro personaggi più noti, diventati icone nell’immaginario collettivo per essere apparse nelle copertine di importanti pubblicazioni di settore e non solo. Incontriamo così Ranxerox, ideato nel 1978 da Stefano Tamburini e Liberatore, un androide fuori controllo e senza tabù, innamorato di Lubna, che si muove in una New York post-atomica o in una Roma ipertecnologica e tentacolare. Troviamo poi il profilo inconfondibile del bolognese Massimo Zanardi, detto “Zanna”, come apparso nel numero 5 di Frigidaire del marzo 1981, che ci porta dentro la primissima produzione di Paz, che ha dato poi voce alla sua disincantata generazione 77ina, tra creatività e droga, sesso e ironia. E ancora, la tavola realizzata da Pazienza nel 1980 per la locandina del film “La città delle donne” di Federico Fellini, e quindi il ritratto femminile di Liberatore per la poesia La Maschera, di Charles Boudelaire, divenuta poi la copertina de I fiori del male, nel volume illustrato del 2016.
Insomma, il meglio che la narrativa illustrata può offrire, solo ancora più in grande. E scommettiamo che, adesso, guardare i cantieri sarà ancora più interessante.
In home e in alto: foto credit Alessandra Iezzi

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