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Appia Antica e Villa Giulia continuino sulla strada dell’autonomia. E partono le petizioni

di - 1 Luglio 2019
Sono state pubblicate online, sulla piattaforma Change.org, due petizioni per chiedere al Ministro Bonisoli di revocare la decisione di annullare l’autonomia del Parco Archeologico dell’Appia Antica e del Museo di Villa Giulia.
Vi abbiamo già raccontato i particolari salienti della nuova riforma targata Alberto Bonisoli, che sta già suscitando diversi malumori e che, tra le altre misure, interverrà sulla questione dei musei dotati di autonomia speciale, individuati dalla manovra di Dario Franceschini. Nella lista speciale rientrano 32 Istituti con piena autonomia tecnica e scientifica, come il Parco Archeologico di Pompei, il Museo di Capodimonte e la Pinacoteca di Brera, ognuno dotato di un proprio statuto, di un bilancio e di aree funzionali, dalla cura delle collezioni al marketing, dal fundraising all’amministrazione.
Per il momento, sono quattro i siti depennati dall’elenco degli istituti autonomi: il Parco dell’Appia antica e il Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma, il Castello di Miramare a Trieste e la Galleria dell’Accademia a Firenze. E se Bonisoli ha già fatto sapere che la Galleria sarà integrata agli Uffizi – con i mal di pancia della direttrice Cecilie Hollberg – paradossale è la situazione dell’Appia antica, attualmente diretta da Simone Quilici, nominato a fine maggio, a seguito di un bando pubblico. Ci si chiede, infatti, quale potrà essere il suo ruolo, quando la nuova manovra sarà approvata, visto che il Parco potrebbe essere accorpato nella Soprintendenza di Roma, dov’era prima che fosse resa autonoma.
«Nei circa tre anni dalla sua creazione il Parco Archeologico ha saputo affermarsi come istituzione di riferimento non solo per la tutela di un delicato territorio, ma anche per attività di valorizzazione e promozione di un comprensorio splendido e ricco di storia. Le aperture straordinarie serali dei siti, con prestigiosi appuntamenti musicali, che sono tutt’ora in corso, hanno avuto un grande riscontro di pubblico e hanno rivitalizzato anche spazi urbani considerati, a torto, periferici. Il Parco ha saputo poi valorizzare il territorio e il paesaggio combattendo l’abusivismo, come dimostra il caso dell’abbattimento delle “ville” dei Casamonica, balzato agli onori delle cronache nazionali», si legge nella petizione, al momento sottoscritta da più di mille persone.
«L’idea di Antonio Cederna di costituire un grande parco diffuso per la città, a protezione di monumenti straordinari come la Villa dei Quintili, il Mausoleo di Cecilia Metella, il Parco degli Acquedotti, le Tombe della Via Latina – solo per citare i siti più significativi – non può e non deve essere tradito da scelte che sacrificano quanto costruito», continua la lettera.
Similmente si legge nella petizione a favore dell’autonomia di Villa Giulia, firmata da più di 2mila persone: «Il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, reso autonomo dalla precedente riforma, affidato alla cura, alla dedizione ed al lavoro di divulgazione scientifica appassionata, colta, costante, del Direttore Valentino Nizzo, è stato reso accessibile al grande pubblico mostrando l’eccezionalità del suo patrimonio culturale».

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