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Apre il Museo Ferrari a Modena. Un avvenimento che in queste ore registra code chilometriche e confonde l’arte con l’auto |

di - 11 Marzo 2012
Taglio del nastro con inno nazionale, il ministro Gnudi e “Nuvolari”, la canzone di Dalla dedicata al pilota e, allo stesso tempo, al cantautore. Siamo a Modena, all’interno di un vecchio edificio 800esco ripristinato dallo Studio Shiro che ha aggiunto al vecchio corpo della costruzione una nuova parte completamente “moderna”, dalle vetrate trasparenti e con un tetto giallo di alluminio, come il cofano di una Ferrari. Infatti è proprio di questo che stiamo parlando, del museo dedicato a Enzo Ferrari, nato dopo 7 anni di lavori nella città emiliana. Un caso quasi nazionale che in queste ore sta registrando code chilometriche e un flusso ininterrotto di pellegrini ammaliati dalla figura del costruttore modenese che ripeteva spesso, come un mantra, la frase «Se lo puoi sognare lo puoi fare».
Un investimento da 18 milioni di euro e 3.200 metri quadrati che contano 17 postazioni con in mostra Ferrari, Maserati, Alfa Romeo, assicurate per 50 milioni.
E Modena questo week end sta costruendo il suo futuro di città museale: raduni di fuoriserie, sfilate di Ducati, animazioni, ristoranti a tema, giri notturni in autodromo, bandierine gialle sventolanti in ogni dove e trenini navetta per il Museo.
Andrea Morgante, progettista di Shiro Studio, curatore dell’interior design e direttore artistico dice: «Abbiamo considerato l’auto come un pezzo d’arte, una cosa rara sia in Italia che in Europa. Grazie alle 17 pedane abbiamo elevato la macchina a opera».
E nella nuova Galleria sono proprio gli esemplari storici della casa automobilistica ad essere protagonisti, installati come sculture uniche e di pregio e affiancati da documenti storici, immagini, fotografie, oggetti selezionati e contributi audio-video che ne celebrano le glorie. Gli albergatori sono contenti, l’Assessorato al turismo e gli eredi di Ferrari pure. E l’arte?

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