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Artcurial, edizione straordinaria. Inviati molto speciali dal Medioriente, in mostra a Milano

di - 14 Ottobre 2018
Olivier Berman, curatore e direttore del dipartimento di Orientalismo di Artcurial, ha presentato una panoramica unica per la sua varietà e qualità, prima mostra di una decina di opere provenienti dalla collezione di un italiano affascinato da questo genere, comprensiva di 40 dipinti a olio su tela – tra cui tre autografati di Hermann Corrodi, sei di Theodore Frere, tre di Alberto Pasini, con una stima di partenza che si aggira tra 2.5 e 3 milioni di euro – dal titolo “Paris#Marrakech. Da Costantinopoli a Tangeri. Un entusiasta collezionista italiano”, nella sede milanese di Corso Venezia 22 della prestigiosa casa d’aste fondata nel 2002 a Parigi.
Il termine “orientalismo” viene usato per descrivere opere prodotte in Europa durante il XIX secolo, incentrate sul tema viaggio in Medio Oriente, riconoscibili per scene di paesaggi desertici, di costume, languide odalische nell’harem colte nel bagno turco e altre suggestioni, dipinte con un’accurata iconografia. «Nelle opere orientaliste si percepisce un senso di verità geografica ed etnografica, a prescindere dall’esistenza del reale dei luoghi prodotti. Per lo più sono dipinti basati sull’immaginazione e idealizzazione dell’Oriente, che rappresenta l’evasione dall’Occidente», ha commentato Berman.
Questa straordinaria collezione raccoglie dipinti di artisti europei e americani, non segue uno stile preciso ma un’affinità di soggetti. L’interesse per la rappresentazione dell’oriente fu in parte originato dall’invasione dell’Egitto nel 1789, guidata da Napoleone Bonaparte e in questo ambito chi non ricorda Il bagno turco (1862) di Jean-Anguste-Dominique Ingres, al Louvre di Parigi? Fu un genere nuovo per l’epoca, che ebbe molto successo e fu principalmente approfondito da artisti francesi e britannici, poi da artisti italiani come Alberto Pasini. Spicca La preparazione del pane (1885), un dipinto ipnotico saturo di un realismo magico, in cui la luce definisce profondità e volumi. Tra immagini di odalische voluttuose, di corpi floridi seducenti, costumi variopinti, scene di strada, gente che cerca l’ombra per ripararsi dal sole, tra ambientazioni in bilico tra realtà e immaginazione e dai particolari accurati, quasi fotografici, si colgono le atmosfere del viaggio intorno al Mediterraneo, paesaggi di luce quasi mistica.
I temi nei ritratti a carattere orientalista esercitarono una certa influenza sull’arte del secolo, ispirando i viaggi e l’opera di Pierre-Auguste Renoir, Henri Matisse e Paul Klee. L’orientalismo ha introdotto il deserto, luogo silente per eccellenza, che con il mare diventa sinonimo dell’infinito, dell’inconnu dove perdersi oltre il tempo e lo spazio. In particolare, incanta la luce sospesa del dipinto La caverna verso la mecca di Theodore Frere, pittore che nel 1836 si trasferì ad Algeri, dopo aver viaggiato in Africa e Medioriente, si convertì alla religione musulmana. Il colore si fa luce e immortala atmosfere dai tratti favolistici anche nel dipinto La raccolta, di Etienne Dinet, che dipinge due fanciulle in fiore dai costumi variopinti, attorcigliate come serpenti a un albero. Tra i più noti pittori orientalisti, Eugene Girardet. Attraverso queste scene di vita, viaggi nel deserto di misteriosi Tuareg regali sul loro cammello, paesaggi dalle suggestive evocazioni arabeggianti, in cui è palpabile il calore del sole dalla luce abbacinante, il visitatore coglie l’essenza dell’Orientalismo dalle molteplici sfumature, colori e visioni, dove tutto è calma e voluttà in bilico tra realtà e sogno.
Il prossimo dicembre, Artcurial ospiterà la terza edizione della settimana di vendite Paris#Marrakech. Per la prima volta, l’asta includerà quattro diverse sessioni, tra cui l’imperdibile mostra esposta fino al 13 ottobre nella sede di Milano, mentre le altre due mostre e le aste si terranno a Parigi e Marrakech. (Jacqueline Ceresoli)
In alto: Théodore Frere, La caravane dans le désert, Huile sur toile, © Artcurial

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