ElettrOrganica è un progetto dedicato ai media elettronici audio-visivi. Una lunga serata di musica e immagini, che definisce uno spazio tra il concerto, la video-installazione, l’happening e la pratica del “Vj’ing”.
E’ un evento che inaugura i recuperati spazi, di circa 20.000 metri quadrati, all’interno dell’area di Via Ventura 15 a Milano (ex fabbrica Faema, zona Lambrate).
Dopo la mostra Perspectives / architetture sonore, curata da Luca Cerizza e Daniela Cascella nel maggio 2001 per MICAMOCA, con installazioni sonore e performance dal vivo dei maestri indiscussi dell’elettronica “minimal” Ryoji Ikeda, Carsten Nicolai e Mika Vainio, ElettrOrganica è il secondo appuntamento ospitato nell’area di Via Ventura, dedicato ad eventi che esplorano le collaborazioni tra arti visive e musica elettronica; i confini tra intrattenimento, arte contemporanea, ricerca musicale.
Rispetto al precedente evento, ElettrOrganica vuole rappresentare una realtà esteticamente e musicalmente opposta, ma altrettanto interessante e coerente per profilo di ricerca musicale e sviluppo di un originale immaginario estetico-formale. Una realtà che si è sviluppata da alcuni anni intorno all’etichetta indipendente Sonig di Colonia, e alla ricerca musicale ed estetica di nomi ormai di culto come Mouse on Mars, Oval e Microstoria.
ElettrOrganica vede la partecipazione di musicisti elettronici e artisti visivi: attraverso la loro collaborazione, uno spazio di circa 2000 metri quadrati verrà disegnato in modo da rendere del tutto libero e fluido il rapporto tra spettatore e spazio architettonico, evitando ogni tipo di rigida gerarchia. Musica e immagini andranno a definire una sorta di possibile paesaggio visivo e sonoro, di ambiente astrattamente vegetale, aperto all’improvvisazione e al mutamento. Su una struttura visiva progettata per l’occasione, il collettivo artistico francese dei Qubogas interagirà in diretta, durante alcuni momenti della serata, attraverso interventi improvvisati. Per il resto dell’evento, il dispositivo visivo crescerà lentamente come una sorta di giardino elettronico che circonderà il perimetro interno dello spazio architettonico, fino ad un’imprevista conclusione.
Il carattere vagamente “organico” del suono – che sintetizza influenze della musica contemporanea d’avanguardia, uno spirito d’improvvisazione da Free Jazz e ricerche elettroniche ricche di spunti melodici – sarà messo in continuo dialogo con l’immaginario visivo ludico e surreale, improntato ad un’estetica “low-fi”, dei Qubogas.
Nel corso della lunga serata si susseguiranno tre diverse performance sonore a definire una grande, imprevedibile, installazione in continuo mutamento, di spazio audio-visivo che rompe con le usuali modalità di presentazione, per esplorare forme che stanno tra il concerto, la video-arte, l’happening e la pratica del “Vj’ing”.
Aperta fino al 2 aprile la call per collettivi di sound e data art: una residenza a Genova, tra Palazzo…
Alla sua seconda partecipazione alla Biennale d'Arte di Venezia, Panama affronta i temi dello sradicamento e della sopravvivenza culturale, raccontando…
Il murales sulla Resistenza realizzato dallo street artist Igor Scalisi Palminteri per la scuola Gentili di Palermo divide Fratelli d’Italia…
Tra utopia e distopia, fino al 29 marzo, Spazio Berlendis presenta la prima edizione del Premio Berlendis, con una collettiva…
Dal soft power al soft laundering: un'analisi di come la cultura è diventata uno strumento di potere, tra diplomazia, reputazione…
Come nasce un mosaico pop? Nell’intervista, il duo registico Bendo ci racconta il progetto sviluppato con Fulminacci per l’identità visiva…