Giovedi 25 aprile alle 21.30 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, NON IO festival presenta il nuovo lavoro del gruppo fiorentino Kinkaleri (#1- primo studio -), realizzato con la collaborazione produttiva di
Xing.
è un vuoto: l¹unico posto dove stare.
Aspettare. Guardare. Alzare la testa. Vedere gli aerei, indicarli col dito.
Esplodere in mondovisione.
Questo non è un soggetto. Non avere nessuna parola, evitare lo sguardo smarrito del mio gatto.
Otto è un vuoto, ora, una sospensione del mondo, evitare di guardare, conosco già tutto, siamo al massimo valore della rappresentazione crudele del mondo che si offre alla rappresentazione indecente di sé.
E¹ soltanto un numero: otto; è anche una parola che significa un numero.
Non possiamo fare a meno di pensare la fine: il fine.
scena morta La presenza, mettersi in; l¹oscenità di tale atto, la pornografia dello sguardo di chi lo abita, i percorsi tracciati, le componenti del risultato, innescano quei piccoli miracoli impronunciabili dovuti a
coincidenze fortuite. Solo nella spietata visione di un¹idea si nascondono verità di una poesia miracolosa. La creazione di per sé suggerisce l¹idea del crimine, sono i criminali con i loro atti senza progetto i veri artisti
e, sulla scena vuota, nel galleggiare dei reperti che svelano le tracce di atti improbabili, si costruisce un concetto. Vedere un corpo che agisce se stesso è la risultanza di tale sforzo e noi crediamo che se tale gesto
fosse invertito a spietata essenza sarebbe la meraviglia.
è il nuovo progetto produttivo 2002/2003 di Kinkaleri.
Kinkaleri. Raggruppamento di formati e mezzi in bilico nel tentativo.
Biografia.
Kinkaleri è una compagnia di sei elementi dalla formazione eterogenea che si occupano dal 1995 di creazione artistica in ambito performativo. Di stanza fra Firenze e Prato Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale,
ricerca sul movimento, installazioni visive, materiali sonori e performance cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell¹evidenza di un oggetto. Il progetto di lavoro segue spesso un andamento centripeto fino alla sua impossibilità di nutrimento, si asciuga
e si rimette in circolo, cercando il cortocircuito successivo. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità da numerose programmazioni ibride di genere, soprattutto all¹estero, con allestimenti e performance in centri
d¹arte contemporanea, centri culturali indipendenti e istituzionali. Dal 1995 sono stati prodotti gli spettacoli Amras, Doom, Super, 1.9cc GLX, Esso, et, Zoo e My love for you will never die, in parte con la collaborazione produttiva di Link Project Perform e Xing. Kinkaleri ha
preso parte con Ecc.etera al progetto di lounge theatre Italian Landscapes promosso da Xing. Il gruppo ha realizzato inoltre vari progetti in situazioni e spazi specifici, di iniziativa propria o su commissione (un
museo, una vetrina, una discoteca, un palazzo, una villa, un cimitero, un¹area abbandonata, un esterno, un?area di servizio).
Nel 2002 Kinkaleri organizza al Teatro Studio Short Connection, un momento di approfondimento sullo stato delle arti e più specificamente una riflessione sul territorio ibrido della ricerca nel campo delle arti
sceniche alla luce del profondo isolamento culturale del panorama italiano.
Kinkaleri è in residenza presso il Teatro Studio di Scandicci per il triennio 2001-2003.
[exibart]
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