L’appuntamento è per il 16 ottobre, ma le novità si sono annunciate oggi ad Expo, nel padiglione “Vino – The taste of Italy”, seconda casa proprio di Fiera Verona, che ha dalla sua manifestazioni leader in Europa come Vinitaly o Fieracavalli.
E che c’entra l’arte? L’arte contemporanea, perché di questo stiamo parlando, c’entra eccome, e lo dice chiaro e tondo il Vice Presidente Guidalberto Di Canossa, entusiasta di come ArtVerona, “project fair”, sia andata nelle ultime edizioni. Si pecca di superbia se si vuole mettere la rassegna veneta al quarto posto in Italia, dopo Artissima, Miart e Bologna? Secondo il Vice Presidente proprio no, visto che i numeri parlano chiaro: più 20 per cento di espositori e 30 per cento di collezionisti nella scorsa edizione e una vera e propria corsa delle gallerie per partecipare, con il risultato che ad oggi gli slot sono quasi tutti assegnati.
È una conferenza stampa all’insegna dell’ottimismo, insomma, per un settore che in Italia è sì diffuso (forse addirittura esploso), ma che resta difficile da far decollare.
Ma quali sono le notizie più importanti relative a questa nuova edizione? Per esempio che resta il fondo acquisizioni di Fondazione Domus, capitanata da Luca Massimo Barbero, che stanzia 100mila euro per lo “shopping” dei giovani in fiera, a cui da quest’anno si assoceranno i primi 50mila euro di fondi privati per l’acquisizione dell’arte italiana (in rappresentanza dei collezionisti e imprenditori vi era oggi Giorgio Fasol) in un piano quinquennale. Una partenza messa insieme dal Comitato d’indirizzo della fiera, composto appunto dallo stesso Fasol e Patrizia Moroso, Salvatore Mirabile, Michele Furlanetto, Massimo Simonetti, Cristiano Seganfreddo. «Se ami l’arte, l’arte amerà te. E chi compra mosso da passione a medio o lungo termine avrà fatto anche un buon investimento. Viceversa, se l’arte viene sfruttata e comprata solo per puro utilitarismo sarà lei che ti sfrutterà»: lo dice proprio Fasol, in un “credo” poetico che la dice lunga di un humus che ha fatto di Verona una fiera che si è evoluta e che, come ricorda Elena Amadini, «Anche se non ha i fatturati del vino cresce, con la volontà di stringere legami forti con il territorio», e non solo aggiungiamo, visto che a sostegno di ArtVerona anche quest’anno vi sarà l’ANGAMC, Associazione Nazionale delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanee italiane (a cui rappresentanza vi era Giovanni Bonelli, qui sopra con Bruciati e Amadini).
Ma veniamo all’offerta vera e propria, con le parole del direttore artistico Andrea Bruciati che racconta di come ArtVerona sia «motore per sensibilizzare il contemporaneo in tutto il territorio, un volano per la collettività».
Tutte le sezioni sono confermate. C’è per esempio “Level zero”, dove dieci direttori di musei selezioneranno per le loro istituzioni dieci giovani, e ad entrare quest’anno vi è anche il Museo Civico Fattori di Livorno, il MAXXI e Castel Sant’Elmo di Napoli). Poi c’è “Artes”, zona di dialogo dove sarà in scena la crescita rizomatica, grazie all’intervento degli artisti, di opere che quest’anno avranno a che fare con il disegno.
Confermato il “Premio Icona”, con l’acquisizione dell’opera vincitrice da parte del Mart di Rovereto, e anche il programma “A tu per tu”, dove ogni mezz’ora una galleria ospiterà un’artista che il pubblico potrà conoscere. “Display” invece vedrà la commissione della fiera valutare i due migliori stand che avranno uno sconto nella fee per partecipare nel 2016 e ancora “I 6”, dedicato alla qualità, tema di quest’anno, degli spazi no profit italiani curata da Seganfreddo.
Dulcis in fundo “Focus XX”, che quest’anno rileggerà la figura di Fausto Melotti (dopo l’omaggio a Castellani del 2014) e la rilettura della figura del grande scrittore Emilio Salgari in quattro mostre all’AMO Arena Museo Opera, alla Promoteca, al Museo Lapidario Maffeiano e al Museo di Castelvecchio. Altro? Aspettate un poco, e sarete accontentati.