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Attualità dell’arte italiana degli anni ’90. Se ne parlerà in un appuntamento a Gualdo Tadino

di - 22 Marzo 2019
Gli anni Novanta si sono consumati tra due eventi dopo i quali si è detto che sarebbe cambiato il mondo: la caduta del Muro di Berlino e l’11 settembre. Maurizio Cattelan, Lara Favaretto, Massimo Kaufmann, Pierluigi Pusole, Luisa Lambri, Umberto Cavenago, Bruno Esposito, Monica Bonvicini, Paolo Canevari, Grazia Toderi, Eva Marisaldi, Mario Airò, Liliana Moro, Andrea Santarlasci, Luca Vitone, sono tutti attivi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni “Zero”, che hanno proposto un nuovo linguaggio le cui tracce sono ben visibili in molti artisti più giovani. Gran parte della loro ricerca mostra una leggerezza che nasce dalla sofferenza, un carattere che riscontro nell’arte italiana di cui sono un sostenitore.
Ma gli anni Novanta sono anche quelli del “Medialismo” teorizzato dal critico partenopeo Gabriele Perretta e istituzionalizzato in occasione dell’omonima mostra collettiva nell’ottobre 1993 che inaugurò l’appena nato Flash Art Museum di Trevi. Perretta in un suo testo del 1997, così espose la prima fase del Medialismo in “Arte, Media e Comunicazione”: «Per quanto riguarda l’indagine sulle pratiche artistiche, andavo collocando la questione in questo modo: c’era una situazione legata alla pittura, che io chiamavo pittura mediale perché mutuava dall’universo mediologico e faceva una pittura non-pittura; nel senso che eseguiva una pittura che non voleva essere pittura, ma voleva essere un richiamarsi all’immagine mediale. Poi seguivo una seconda tendenza che assumeva delle connotazioni sempre più mentali, analitiche e più che di un’opera materialmente concepita pensava a una collocazione dei linguaggi, dei codici, dei segni in un universo più espanso, più aperto, che andava dall’utilizzo di strumenti tradizionali fino ad arrivare a tecnologie avanzatissime, però facendolo con questo atteggiamento molto analitico, molto mentale. Infine, c’era invece una terza conformazione che era legata a quei gruppi, quelle bande, quelle associazioni anonime che lavoravano attraverso dei segnali di riconoscimento più che attraverso la propria firma come atto di riconoscimento, la firma individuale, la firma dell’autore come atto di riconoscimento».
Per tentare di analizzare, con una nuova prospettiva, la generazione artistica anni Novanta, la sua rabdomantica esperienza visiva ed estetica, domani, dalle ore 16, presso la Rocca Flea di Gualdo Tadino, si svolgerà il convegno nazionale dal titolo “Attualità dell’arte italiana degli anni ‘90”, con interventi di Gabriele Perretta, scrittore, semiologo, critico d’arte e docente universitario, Roberto Brunelli, autore, curatore, critico d’arte, e Gino Gianuizzi, gallerista e operatore nel campo della comunicazione visiva. Modera Nello Teodori, architetto, artista “mediale”, nonché da poco anche curatore del Museo del somaro/Centro Arte Contemporanea che si è aggiunto al già imponente Polo museale di Gualdo Tadino. (Cesare Biasini Selvaggi)

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