Che la musica sia cambiata, almeno in questa prima giornata della “nuova” Galleria Nazionale lo si vede dalla conferenza stampa: iniziata puntualissima, con i saluti e le spiegazioni e i ringraziamenti e i complimenti di rito in quell’ingresso riallestito del museo, dopo la tanto discussa rimozione dell’opera Passi di Alfredo Pirri.
Ora, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, si entra in un salotto con tanto di tappeti e divani, e passato l’ingresso, su entrambi i lati c’è un bookshop molto giovane, quasi effimero, e molto differente da come si presenta (o si presentava) la GNAM che conosciamo, poi un punto caffè e dopo si accede allo spazio espositivo prima occupato dalla collezione permanente. Da oggi è di “The Lasting. L’intervallo e la durata”, mostra curata da Saretto Cincinelli sull’idea e sul vissuto della durata e primo vagito del nuovo museo a sei mesi dall’insediamento di Cristiana Collu.
«Siamo immersi in un percorso di profonda innovazione del sistema museale Italiano. E siamo sulla strada giusta», dichiara il Ministro Dario Franceschini, intervenuto per l’occasione, e lodando la risistemazione dell’ingresso, il bookshop e il nuovo logo: un fondo blu per due sole parole precedute da un articolo la Galleria Nazionale.
E annunciando anche una delibera del CIPE (dello scorso 1 maggio) che vale 15 milioni di euro, fondi che saranno allocati per la ristrutturazione dell’Ala Cosenza, per farla diventare finalmente il nuovo espositivo che da tempo manca alla Galleria.
In un clima generale di grande sostegno tra le istituzioni, a sancire l’importanza di questo appuntamento romano ci hanno pensato i presenti: la direttrice generale del Settore Arte e architettura contemporanee e periferie del Mibact Federica Galloni, il team del MAXXI quasi al completo, con la presidente Giovanna Melandri e i direttori architettura e arte Guccione e Pietromarchi, l’ex Sovrintendente Sandra Pinto, e molti funzionari del Mibact. In più, anche, l’annuncio del biglietto integrato con il MAXXI, per fare sistema e recuperare il tempo perduto sull’arte contemporanea, come riporta ancora Franceschini.
“The lasting”, invece, principia nella grande sala dove iniziava la collezione permanente: è una mostra pulita, ben allestita, dove tre generazioni di artisti sono a confronto, passando da Calder a Fontana e Medardo Rosso, mischiando l’arte italiana (e internazionale) di alcuni mid-career come Antonio Cattelani, Sugimoto, Francis Alys e Daniela De Lorenzo, di altri più giovani come Piangiamore e Trouvé, arrivando ai giovanissimi: Giulia Cenci, Tony Fiorentino, Emanuele Becheri, in una esposizione che è una sorta di “adombramento” per quello che sarà il riallestimento delle collezioni a ottobre. Ma di questo, ancora, si può raccontare poco. Stay tuned! E bentrovata Galleria!