“Alla Biennale, da quando se ne occupa il nuovo Governo, è in corso una pantomima grottesca a mezzo stampa. All’inizio viene liquidato a mezzo stampa e prima della naturale scadenza un Presidente ed un Cda che negli ultimi anni hanno rilanciato la Biennale.
Poi, sempre a mezzo stampa si apprende che è in corso una disputa sulla scelta dei curatori tra il nuovo Presidente ed un membro del Governo che, malgrado le parole di oggi, spesso dimentica che la Biennale è totalmente autonoma. Addirittura oggi veniamo a conoscenza delle future scelte della Biennale dagli stessi interessati e sempre a mezzo stampa. A tutto ciò fa riscontro il silenzio del nuovo Presidente sull’indirizzo che si intende dare alla Biennale e l’intromissione sempre più pesante, esplicita e, quindi, inopportuna del Governo.
La Biennale è stata riformata, è autonoma nelle scelte su curatori e Direttori delle sezioni. E invece nomi di possibili curatori si rincorrono sulle pagine dei giornali tra dichiarazioni di chi vorrebbe fare il Direttore della Mostra del Cinema, rifiuti di registi e artisti stranieri che stanno mettendo in ridicolo la Biennale ed, infine, repliche risentite di chi, come Robert Hughes, comprensibilmente si rifiuta di avere a che fare con un’ istituzione di cui ha già compreso l’attuale caos organizzativo.
L’unica vittima è il prestigio della Biennale, da cui bisognerebbe togliere le mani. Ma è mai possibile che del futuro della Biennale si debba parlare solo a mezzo stampa mentre chi dovrebbe essere chiamato a decidere, da settimane tiene tutto bloccato pregiudicando la realizzazione ad esempio della prossima Mostra del Cinema, da cui ci separano solo cinque mesi? Rivolgo quindi un invito a Governo, Presidente e direttori in pectore ad esprimersi meno sulla stampa e di più nelle sedi istituzionali”.
[exibart]
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