Altra stilettata al già fragile panorama bolognese: ha sospeso l’attività anche la galleria Interno & DumDum. Ed è una perdita grave, perché quello diretto da Giuliano Gavioli era uno spazio aperto ai giovani talenti, spesso selezionati dall’Accademia dal giovane curatore Alberto Zanchetta, che qui avevano l’occasione di mettersi alla prova sui primi, veri e propri, progetti ambientali.
Basterebbe ricordare, tra le iniziative, la personale che ha lanciato Marco Di Giovanni (oggi in Quadriennale), quella di Andrea Salvatori (passato nella scuderia della galleria Estro di Padova), forse il più bello dei progetti di Nicola Renzi, che ha completamente ricoperto di elastici la galleria, le prime uscite di Nark Bkb, la prima personale italiana dell’americano David Smithson a cura di Daniele Perra, per spiegare il ruolo avuto nella promozione della giovane creatività. Ma sono state anche le divagazioni nel teatro sperimentale o nella musica d’avanguardia ad attirare un pubblico soprattutto giovane e anche qualche gallerista attento. Alla fine del gennaio scorso, in piena euforia fieristica, la galleria era insorta, alla sua maniera, con un evento polemico dal titolo “DESERTIficazione”, attaccando il taglio dei finanziamenti alle associazioni culturali operato dall’Assessore alla Cultura Marina Deserti dell’ammistrazione comunale e il silenzio da parte dei media (tranne Exibart; mentre la rivista FlashArt proprio in mesi di grande crisi del sistema artistico Emilia Romagna è uscita con uno speciale sulla regione dove il declino bolognese era solo accennato) sulla difficile situazione della città, che in due anni aveva portato alla chiusura di numerose gallerie e alla conseguente “fuga” di giovani artisti e critici. Queste ragioni, insieme alla cronica latitanza del collezionismo bolognese verso i giovani artisti, avrebbero portato alla dolorosa decisione di lasciare il campo. Un peccato davvero.
All’amico Giuliano Gavioli, persona sensibile, interessata e di squisita cortesia, auguriamo di tornare presto con un nuovo progetto. Alla piazza bolognese auguriamo di darsi la sveglia e trovare il sistema per tutelare e sostenere i talenti di cui resta senz’altro ottima fucina. A parte tutte le polemiche, qui il problema degli artisti è chiaro come il sole: finito di studiare, quando si comincia a fare sul serio, o uno se ne va o cambia mestiere.
[exibart]
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mi dispiace davvero...
mi fa molto piacere di leggere la risposta di Giuliano, soprattutto di sentirlo reattivo e combattivo. La notiziola è almeno servita ad aggiungere qualcosa di importante al dibattito intorno a Bologna. Mi rammarico solo di non aver scelto un tono meno drastico. La responsabilità della notizia è infatti mia; la fonte non lasciava adito a dubbi e i riscontri sulla piazza la avallavano. Per il resto, Exibart ha sempre seguito l'attività di Interno & Dumdum e non c'è motivo per non continuare a farlo.
Mi ricorda tutto ciò lo stupendo episodio di Trimalcione nell'asino d'oro di Apuleio, dove lo stesso organizzava la propria morte e il relativo commiato funebre per potervi assistere e verificare il rimpianto pubblico. Tutti noi forse vorremmo sentire (vivi) quello che la nostra morte provoca: una prova generale per verificare, forse, la nostra immortalità. Ma aldilà (ops!) di tutto ciò, quello che appare su Exibart non corrisponde al vero: non è vero che chiudo! Chi l'ha detto? Un rallentamento o come scrivete una (piccola) sospensione non significano chiusura. Il ritmo forsennato dei primi 5 anni di attività non riesco più a seguirlo, anche e sopratutto per mancanza di proposte davvero interessanti da parte degli artisti e dei critici. Ma sto preparando due eventi di grande qualità per Aprile e Giugno. Sono già in fase esecutiva e divulgativa.
Dell'articolo è tutto vero il resto: la qualità e la pulizia di questo progetto è sotto gli occhi di tutti. Anche la prima personale di Flavio Favelli, Anna De Manincor, Beatrice Pasquali, Davide Bramante, Jerome Symons, Loredana Longo è avvenuta nella mia galleria. 50 mostre e secondo me poche da buttare. Sono contento!
Nasce in questi giorni a Bologna il progetto BOART ( è un progetto che mira a creare una rete per la promozione dell'arte contemporanea tra tutti gli operatori del settore (istituzioni, mondo delle imprese e delle professioni, associazioni, artisti a partire da Bologna ma anche a livello regionale e nazionale). E' un mio progetto che ho discusso "in privato" con un personaggio a capo di una grossa organizzazione, che l'ha realizzato tecnicamente (a mia insaputa) e di cui non farò il nome. Non solo mi ha soffiato l'idea, ma non sono neanche stato invitato ai vari tavoli costitutivi e promozionali del progetto. Ti par possibile in un progetto come questo ignorare una realtà come la mia galleria? A Bologna...fossimo a New York. Ah il politicamente corretto...
Sì, è vera la notizia della mia chiusura...ma solo nei confronti di questi notabili (complici di questa giunta e dei grandi guasti operati dalla giunta precedente nell'ambito dell'arte contemporanea e della Cultura in generale, ragion per cui è nata la galleria interno&dumdum). Una chiusura nei confronti di chi è già pronto al salto sul carro del nuovo vincitore (e non è detto...) Alla faccia del rinnovamento. Hanno già presentato come BOART, domanda di finanziamento, avvallata dal nome di Sergio Cofferati. Tempi duri per me che non faccio parte della cricca! Dietro la Deserti e in prospettiva LORO!
Chiudere? E invece no. Vado avanti fin che posso, sorridendo, e quando non ce la farò più (finanziariamente perchè la galleria costa e me la pago da solo!) mi ritirerò a Marrakech dove godo di immunità parlamentare. Crepa!
Anche gli artisti e i "giovani critici" però...che squallore. Si presentano in pochi da me per paura di rappresaglie. Perchè se tu esponi da me, il Clan Bolognese ti radia. Non è da morire dal ridere? E la ricerca? E la rete di promozione del'arte cont... bla, bla, bla..
Basta. che mi torna acidità di stomaco. Sorridere bisogna.
E venite alle mostre della galleria più leggera che c'è! Coraggio!
L'amico (senza ambiguità) Giuliano Gavioli.
Veramente è un peccato: interno&DumDum spazio di idee e nuovi talenti a cui eravamo affezionati che ci faceva volare quando leggevamo i suoi comunicati.
Peccato anche per la mitica bologna, città che ci ha dato dei veri talenti del panorama italiano.
ma tutto questo è colpa di un macellaio?
ho ha radici più profonde?