Le due finestre dell’appartamento a piano terra che danno su via guerrazzi saranno gli schermi attraverso i quali il pubblico e i passanti vedranno le azioni all’interno da una pedana-camminatoio sulla strada. Lo spazio visibile verrà trasformato in un luogo abitato da diversi personaggi. Il tema è l’esposizione del corpo in una vetrina sulla strada. immagini emblematiche e azioni, arredi e architetture investiranno l’appartamento. il travestimento, l¹abito, gli oggetti, i gesti, una sorta di scena viva senza inizio nè fine, senza trama, senza cornice, senza teatro.
L’azione di giovedi 27 giugno prosegue la prima versione di la vetrina dell’ostensione (I) (Bologna 23 maggio 2001) in cui Favelli e altre tre persone sono state per quattro ore in una vetrina di un locale sfitto -ex negozio- in via Rialto a Bologna. Attraverso la serranda a maglie, i passanti vedevano quello che stava accadendo.
Flavio Favelli (Firenze 1960) vive e lavora a Bologna. Ha sviluppato in parallelo due strade estetiche. La prima pone al centro la casa come elemento del vissuto e del privato, luogo in cui si raccolgono memorie della quotidianità. La seconda è dedicata alla scrittura, una sorta di appunto continuo quasi illeggibile che diventa cifra personale dell’artista. Interviene con installazioni, sculture, performance e fotografia. Ha esposto di recente alla Galleria Maze, Torino, alla Gam e D. Facchinato a Bologna, da Valeria Belvedere a Milano e Artinprogress, Berlino.
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