Nella discussione sulla pubblicità nella nuova società dei media sono state assunte negli ultimi decenni posizioni del tutto divergenti. La pubblicità, dicono gli uni, sfrutta l’arte e gli artisti ai propri fini in modo spudorato. Altri osservatori sono dell’opinione che l’arte e la pubblicità si stiano avvicinando sempre più nelle loro forme espressive e che pertanto dovrebbero essere considerate entrambe allo stesso modo quali manifestazioni culturali. La posizione più radicale infine afferma che la pubblicità è la vera arte dei nostri giorni e che pertanto si sostituisce incondizionatamente all’arte.
Grazie ad alcuni esempi si mostrerà quali sono i punti plausibili e quali i punti deboli delle diverse impostazioni. Su questa base verrà poi sviluppato un approccio sistematico che definisce il rapporto tra arte e pubblicità come un “flirtare del sistema” del quale in linea di principio approfittano entrambe le parti, senza tuttavia fondersi tra loro.
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