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Bonisoli chiude la querelle sul prestito di Caravaggio al Museo di Capodimonte. O forse no?

di - 14 Marzo 2019
Per chiudere la questione sul contestato prestito di Caravaggio, dalla sua sede storica del Pio Monte di Napoli al Museo di Capodimonte in occasione della mostra che aprirà il 12 aprile, è intervenuto il Ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli. Che però, nella sua puntata napoletana, non ha mancato l’occasione di levarsi qualche sassolino dalla scarpa, che si è trasformato in benzina sul fuoco: «Il maestro Muti ha una certa età, gli voglio bene ed è una grande figura della musica italiana, lo abbraccio».
Qualche giorno fa, infatti, Riccardo Muti aveva affidato alle pagine de La Repubblica il suo sfogo contro la decisione, avallata da un parere consultivo del Mibac, di negare il prestito della grande tela delle Sette Opere di Misericordia, realizzata da Caravaggio tra il 1606 e il 1607 per l’omonima congregazione e da sempre conservata nella storica sede del Pio Monte di Napoli, che ne custodisce anche tutti gli atti di vendita.
L’esposizione a Capodimonte, a cura del direttore del museo, Sylvain Bellenger, e di Cristina Terzaghi, includerà diverse opere di Caravaggio, tra le quali la Salomé con la testa di Battista, dalla National Gallery di Londra, l’altra Salomé dal Palacio Real di Madrid, il San Giovanni Battista dalla Galleria Borghese di Roma, e Il martirio di Sant’Orsola, di Palazzo Zevallos, sede delle Gallerie di’Italia di Napoli, in dialogo con diciannove capolavori della scuola pittorica napoletana. Ma non ci saranno Le Sette Opere: Carla Zaccheo e Paolo Scarpitti, esperti del Mibac, in seguito a un sopralluogo, ne hanno vivamente sconsigliato la movimentazione.
La questione si è immancabilmente spostata alla politica, con tanto di intervento del sindaco Luigi De Magistris, capofila del partito del “no a chi dice no”: «Sono stufo di questi signor no che pensano di condizionare la rinascita culturale della città pur stando lontano da Napoli. Lascio a loro le soluzioni, io mi sono già espresso». Eppure, l’accordo era stato trovato e sembrava non solo soddisfacente ma anche auspicabile: «Allargheremo la mostra. Una parte sarà al Pio Monte, dove si potranno vedere le Sette opere di misericordia e la scuola di Caravaggio. Ci sarà anche la digitalizzazione dell’opera che verrà esposta a Capodimonte. Useremo le nuove tecnologie per un’esperienza museale nuova e per il Pio Monte useremo un’illuminazione che valorizzi di più le opere», ha detto Bonisoli.
Insomma, il Pio Monte inserito nel circuito della mostra come sede distaccata ma poi nemmeno tanto, visto che stiamo parlando di una distanza di circa 2 chilometri in linea d’aria. Qualche volenteroso potrebbe addirittura decidere di percorrerli a piedi, magari passando per Salita Moiariello e attraversando la Sanità, scoprendo, oltre a un capolavoro della storia dell’arte, anche uno quartieri più affascinanti, vivi e “contemporanei” di Napoli. (mfs)

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