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Caramelle ispirate all’arte primitiva e precolombiana: sono razziste! E Haribo ritira il suo “Skipper Mix” da Svezia e Danimarca |

di - 18 Gennaio 2014
Stavolta l’arte è il pretesto per una storia che racconta, piuttosto bene, il livello più basso di politically correct a cui una multinazionale può essere disposta a scendere. Sta facendo il giro del mondo, infatti, la notizia che il colosso delle caramelle Haribo, il cui fondatore Hans Riegel è scomparso da poco a quasi 90 anni, ha ritirato dal mercato danese e svedese il pacchetto di gommose alla liquirizia chiamato “Skipper Mix”.
L’accusa che è stata mossa all’azienda? Quella di razzismo. Niente meno per un sacchetto di caramelle, nei Paesi interessati alla polemica in vendita da parecchi anni, le cui forme raffigurano maschere ispirate all’arte primitiva, dai tratti africani, dei nativi americani e asiatici o precolombiani,  che secondo l’accusa rappresenterebbero stereotipi negativi legati a quelle popolazioni. Incredibile ma vero, Haribo ha detto di aver preso in considerazione le osservazioni critiche arrivate sul web nelle ultime settimane e di aver temporaneamente tolto dal mercato il mix di gommose.
«Abbiamo deciso di mantenere il prodotto, ma con la rimozione delle parti che taluni consumatori trovano offensive» ha dichiarato Ola Dagliden, alla testa di Haribo Svezia.
Stavolta il razzismo, insomma, passa per il canale molto sottile della rimozione, come era già successo, sempre in Scandinavia nel 2012, quando diverse biblioteche del Paese si erano rifiutate di mettere a disposizione dei piccoli le avventure di Tintin in Congo; anche in questo caso anche il ragazzo bianco era alle prese con diverse facce nere. E anche  qui vi fu una sorta di coro che predicava una visione “razzista” delle pagine.

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