Cézanne prende tutto. Les Pommes, pezzo appartenente alla smembrata collezione di Alex ed Elisabeth Lewyt, che ha raccolto qualcosa come 88,6 milioni di dollari (stima di 84,7) ieri sera da Sotheby’s New York, nell’Asta dedicata all’Impressionismo e Moderno, ha fatto – come prevedibile- il botto. Compreso tra una stima di 25-35 milioni di dollari il dipinto, realizzato nel 1889-90, ha battuto ogni aspettativa, finendo venduto per 41 milioni e 605mila bigliettoni. Ma è anche un altro pezzo di Cézanne, di valore molto minore, che batte tutti sulla scia delle “Mele”: Pommes et Poires, 400-600mila di acquerello e matita, dipinto tra il 1882 e l’85, stimato 400-600mila esce a 1 milione e 565mila. Come pronosticato anche la seconda vendita più alta era corrispondente al prezzo in stima: Modigliani, con L’Amazone, stima 20-30 milioni, è uscito per 25. Ma in generale tutta l’asta è andata benissimo, con moltissimi pezzi che hanno realizzato cifre superiori alle stime in alta, come nel caso di Sylviette di Picasso. E anche Chagall, che con Animal dans les fleurs, su una stima massima di 1,5 milioni di dollari ha guadagnato il 4,7 milioni; Berthe Morisot, per quanto le cifre siano basse, è andato benissimo: la sua Femme à l’éventaile passa a 4 milioni e 365mila su una stima alta a sua volta di 1,5 milioni. Un altro record bello e buono è per un pezzo di Honeré Daumier, Les Avocats, pezzo eseguito nei primi anni ’60 dell”800 e proveniente dalla Dorrance Collection, partito “sottostimato” -600-800mila dollari- è uscito dalla sala battuto a 2 milioni e 629mila dollari. Ancora Le Cavalier di Chagall, stimato 1,5 milioni esce a 2,1, ma sorpresa anche per Chaime Soutine con Èva, che aumenta il suo valore di 1 milione e 100 mila dollari rispetto alla stima massima iniziale, di 700mila. Raddoppio anche per Piet Mondrian, con la sua Church at Zoutelande, all’incanto per 1,385 milioni e il bellissimo pezzo di Magritte, lotto 28, Le Leçion des ténèbres, anch’esso raffigurante un canestro di mele nel buio di un’architettura di fronte a un paesaggio, 19 x 25 centimetri ed eseguito nel 1956, che va a 1 milione e 325mila, su una stima massima di 600mila. Un’asta davvero magica, che segna un record di incassi che si attesa sui 230 milioni di dollari e conferma Sotheby’s come la regina delle case d’asta, e che ieri sera ha raccolto telefonate provenienti da qualcosa come 35 Paesi, di cui moltissime dall’Asia e dall’America Latina. La stima di incasso generale, in alta, era di 235 milioni, e le vendite si attestano sull’84,5 per cento, una delle percentuali più alte mai realizzate negli ultimi anni. David Norman, Presidente del dipartimento Impressionist & Modern Art di Sotheby’s, ha dichiarato: «La gente chiede sempre quale area è attualmente di moda – se si tratta di scultura o opere su carta, o vecchi Picasso, eccetera. La vendita di stasera ha dimostrato che è la qualità ad essere sempre di moda». Dimentichiamo qualcosa? Forse il pezzo sui cui sono puntate tutte le attenzioni di questi ultimi giorni, il Léger di Mss. Ciccone, in arte Madonna: stimato in alta 7 milioni di dollari, è uscito a 7, 165. E un altro record: quello che segna Georges Braque e il suo Paysage à la Ciotat, 15 milioni e 845mila dollari. Nuovo appuntamento con Sotheby’s, ora, il 14 maggio, con il Contemporaneo, che promette la consacrazione di Barnett Newman.