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Chi c’era, chi non c’era. Ecco la foto-cronaca del Gagosian Day romano…

di - 18 Dicembre 2007
Divi di Hollywood e presenzialisti professionisti, critici inamidati e collezionisti lusingati, nobildonne dimenticate, starlette di ogni età, politici vecchi e nuovi, artisti di giro, pop star in trasferta, couturier per tutti i gusti. Comunque la si voglia vedere, la prima di Gagosian a Roma è stata la serata dell’anno, con una variegata umanità pronta a cercare i riflettori per dire: Io c’ero. Ecco – fra la galleria di via Crispi e l’esclusivo party di Palazzo Barberini – il racconto per immagini del G-day…
















































[exibart]

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  • la stessa sera dell'inaugurazione "più meglio dell'anno" x lo star system dell'arte alcuni amici mi hanno portato all'accademia di belle arti di roma, okkupata. un po'di ragazzi stavano lì, collettivi-portavoce-delegati, asserragliati da un freddo glaciale nelle aule okkupate tra statue gessi torchi cavalletti in disuso. non ho capito bene i motivi della protesta, aumento delle tasse mancato riconoscimento del titolo di studio credo ecc ecc. ma più che altro si lamentavano del fatto che di quella scuola e dei suoi problemi non interessa un cazzo a nessuno: nessuno ci ascolta, siamo pochi, siamo belli, siamo artisti! neanche radio onda rossa si frega un cazzo di noi...
    barbe incolte, illuse.
    ho pensato: ma sarebbe bastato che uscissero da quelle aule così vecchie, percorrere la città x organizzare un volantinaggio fuori da gagosian, o mettere in scena uno "sfondamento della linea rossa" del sistema dell'arte, okkupare lo spazio del potere e qualcuno almeno si sarebbe accorto di loro.
    non so se sapevano di gagosian ma mi è venuto il sospetto che forse no, non sapevano neanche chi fosse e cosa stesse accadendo in città.
    ma allora queste accademie che okkupano a cosa servono? magari mi sbaglio ma se sono così inutili forse non le devono riformare, ma chiudere!
    bho, speriamo non stiano morendo assiderati...

  • Una nuova Galleria è sempre una festa per l'arte.Si muovono persone,idee,soldi e si muovono magari anche gli appetiti.Una buona serata con la testa pensante.Benedetto sia colui che giunge e porta novità e leggerezza.Saluti Sugardaddy.

  • caro '!!!!', ma chi te l'ha detto? abbiamo diversi altri collezionisti in italia non meno ragguardevoli della sandretto o di bulgari. non sempre 'i maggiori' hanno tutte ste necessità di presenziare.

  • Ahi serva Italia, di dolore ostello,

    nave sanza nocchiere in gran tempesta,

    non donna di provincie, ma bordello!

  • Caro Billy, non te la prendere, i ricchi purtroppo hanno sempre una marcia in più. Lo squalo fa il suo mestiere di mercante e non gli si puo rimproverare niente. Altri invece.......devo fare nomi?... e vabbè. Diciamo che il povero/ricco Vezzoli, che tu probabilmente conosci bene, non mi aveva mai convinto. ma da quando ho saputo che paga fior di quattrini per assicurarsi un futuro da artista..........
    ......... Che marcia usa?

  • SU GAGOSIAN NEL CUORE DELLA CITTA’ ETERNA

    Eccoci di fronte alla vera verità delle cose.
    Sono proprio eventi come questo che ci rendono in tutta la loro mondanità, mordacità e moralità il senso puro e limpido dello stato delle cose.
    Con questo intendo dire che se non fosse che ogni tanto (e meno male che è così!) i divi e le divinità del mondo sbrilluccicante dell’arte, della moda, della politica e dello spettacolo si concedono di apparire agli occhi di chi tutti i giorni vive lo stesso senza di loro, crederemmo che la promozione delle arti è una sfera per pochi.
    Finalmente sappiamo quante persone si aggirano, in modo più o meno degno, tra gallerie, inaugurazioni, cene private e banchetti, con la speranza e la superbia di rendere la cultura più rilevante.
    Questi non sanno però che è esattamente il contrario: sono loro che vivono della luce dell’arte e verso questa dovrebbero porsi con un rispetto del tutto diverso.
    Certo è che, all’inaugurazione del più business-man tra i galleristi americani, il “business” avrebbe preso il posto al “man” e alle opere, con una vera e propria americanata.
    Come sempre accade da quando i soldati americani lanciavano le sigarette dai carri armati dopo averci liberato da noi stessi, abbiamo fatto la stessa immorale sottomissione allo straniero, dimenticandoci che la cultura italiana è la più ricca e rinomata.
    Nel mercato dell’arte, l’energia aurea del ‘Dio’ denaro dovrebbe essere il mezzo per premiare lo spirito di ricerca ed innovazione, che da sempre è stato il fattore trainante della creazione artistica, incoraggiando chi punta ad obiettivi troppo al di là dell’umana comprensione di star e starlette.
    Tutto ciò è stato un evento e risalendo alla radice del termine latino evenio, ci si augura che sia stato unico, spero irripetibile, anche se la mia indole da “piedi per terra” mi dice fortemente che non sarà così.

    Galleria studio.ra-1/Fmediaproject
    http://www.studiora.eu

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