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Chiude il Festival di Berlino. Orso d’oro all’esordiente Pintilie e argento a Wes Anderson

di - 26 Febbraio 2018
Cala il sipario sul sessantottesimo Festival del Cinema di Berlino, lasciando qualche strascico di polemiche. Ad aggiudicarsi l’ambito Orso d’oro per il miglior film, è stata Touch Me Not, opera prima della regista rumena Adina Pintilie, vincitrice anche del premio per il migliore esordio. Con uno sviluppo a metà tra narrazione e documentario, la trentottenne originaria di Bucarest ha descritto le storie di tre personaggi, una donna e due uomini, alle prese con problemi di sessualità e disabilità. «Vorrei che questo film ci aprisse tutti al dialogo al di là di ogni frontiera», è stato il primo commento della regista. Premiata con l’Orso d’Argento per la miglior regia, l’attesissima opera di Wes Anderson, L’Isola dei cani, film d’animazione in stop motion scelto anche per inaugurare le proiezioni del Festival. A ritirare il premio, l’incontenibile Bill Murray, tra i numerosi e bravissimi doppiatori, oltre a Edward Norton e Bryan Cranston: «Non avrei mai immaginato di fare la parte di una cane e tornare a casa con un orso». Mug, film della polacca Małgorzata Szumowska su un uomo che subisce un trapianto di volto, ha vinto il Gran premio della giuria, riconoscimenti anche per The Heiresses, del paraguaiano Marcelo Martinessi, la storia di una ricca ereditiera costretta a reinventarsi dopo l’incarcerazione della compagna, che si aggiudica il premio Alfred Bauer per le pellicole più innovative e quello per miglior attrice, per la protagonista Ana Brun. Nelle altre categorie, da segnalare, come Miglior documentario, l’austriaco Waldheims Walzer, di Ruth Beckermann, e The Men Behind the Wall, per la regia dell’israeliana Ines Moldavsky, come Miglior cortometraggio. Rimane vuota la bacheca italiana, che concorreva con un solo film, Figlia mia, di Laura Bispuri, nonostante l’ottima accoglienza di pubblico e critica e la caratura delle protagoniste: Alba Rohrwacher, Valeria Golino e Sara Casu. Ricordiamo anche l’Orso d’Oro alla Carriera, assegnato a Willem Dafoe, che sicuramente metterà tutti d’accordo.

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