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Ciao Marselleria. Brice Dellsperger e il suo cinema chiudono lo spazio milanese

di - 28 Ottobre 2018
Marsèlleria è diventata una galleria. Ah no, lo è sempre stata, anche se così non si è mai definita. Anzi no, Marsèlleria, in dieci anni, ha fatto altro. Ha colmato una specie di vuoto milanese: quello di immaginare uno spazio attivo, multi-tasking nel senso davvero buono del termine. Da queste parti, Milano sud, si sono fatte mostre; si sono fatte “sfilate d’artista”, come non ricordare le scarpe “orgasmiche” messe in scena da Daniel Gonzalez, che in un’altra occasione aveva impacchettato di cartoni tutta la sede di via Paullo. Si sono ospitate rassegne di fotografia, come il ciclo Scatti, vi sono stati talk, i trigger party, cene, serate di karaoke, performance – voglio ricordare i Sogni e Miraggi di Paolo Gonzato in occasione dell’apertura della seconda sede, in via Rezia – e poi Marsèlleria è volata anche a New York City.
A Marsèlleria non ci si è mai annoiati e lo dico con affetto e cinismo, da frequentante quasi della prima ora, rispetto ai silenzi che aleggiano in moltissimi altri spazi milanesi ingessati. Certo, a volte le mostre potevano piacere oppure no ma la certezza è che a Marsèlleria vigeva un po’ di libertà in più: slegata dalle logiche della comune galleria, più vicina al no-profit, senza passare per il centro sociale. E poi, ricordiamolo, Marsèll, il brand che ha creato lo spazio milanese, la cui programmazione è stata capitanata da Mirko Rizzi, di progetti ne ha prodotti e non pochi. Con una consapevolezza ben più raffinata, che andava oltre il semplice mecenatismo o l’investimento.
Perché questo incipit lacrimevole? Perché Marsèlleria, con la (bella!) mostra “Body Double” dell’artista francesce Brice Dellsperger, curata da Selva Barni di Fantom, conclude il suo laboratorio decennale. Se non ci potete credere è un problema vostro e se non avete fatto abbastanza, in questi anni, per poterci essere, peggio per voi e peggio per tutti, perché Milano resterà orfana, in questo tempo di “eventificio”, di una realtà borderline e, per questo, mai banale.
Come, appunto, non è banale “Double Body”: su tre piani, lo spazio di via Paullo diventa un vero e proprio cinema a più schermi, con la produzione dell’artista, dagli anni ’90 a oggi, che rimette in scena capolavori di Brian De Palma o Alfred Hithcock, reinterpretando personaggi, tempi, sequenze, destreggiandosi tra sessualità fluida e citazioni. Il tutto in una collaborazione con Institute Français e Air de Paris. Perché Marsèlleria, i suoi partner, se li è sempre scelti per bene. Acqua passata. Speriamo che macini qualche novità, ancora. Fino al 30 novembre, comunque, avrete tempo per fare un ultimo giro.
Il futuro? Riportiamo la comunicazione ufficiale dell’azienda: ‹‹Arrivando a compimento il progetto di Marsèlleria, il brand, nell’evoluzione della progettualità della propria comunicazione, non mancherà di fare riferimento all’arte e alla cultura come ambiti preferenziali da sostenere e con cui confrontarsi››. (mb)
In alto: Brice Dellsperger, Body Double 32, 2017, Vidéo 2K – Avec Alex Wetter. Courtesy Air de Paris, Paris

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