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Cinema in metropolitana. Alla stazione “Cipro” di Roma una serie di proiezioni di giovani autori, grazie a Renault

di - 1 Febbraio 2017
La storia di Renault con il cinema è di lunga data, anzi, è delle origini. Già, perché nel 1895 gli stabilimenti della celebre industria automobilistica sorgevano di fianco agli “studios” di Billancourt, periferia di Parigi, e in poco tempo i due universi si agganciarono indissolubilmente. E così oggi Renault è partner ai maggiori festival delle immagini in movimento, da Cannes a Lione a Siviglia, e mette anche a disposizione ogni anno 40 veicoli per le produzioni cinematografiche.
Perché questa storia? Perché fino al 3 febbraio, dal mattino alla sera, alla stazione della metropoliatana A “Cipro”, a Roma, l’ambiente si trasforma in un luogo di proiezioni, grazie alla casa francese e alla collaborazione tra le realtà romane del Centro Sperimentale di Cinematografia e L’Isola del Cinema.
Ecco così il “Temporary Cinema”, partito da Ningyo (sopra uno still), il corto del regista Gabriele Mainetti, che è modulabile dal pubblico: gli spettatori, infatti, possono cambiare l’ordine dei 3 moduli che lo compongono per dar vita a 6 storie differenti.
Un profilo in linea con le caratteristiche di Scénic, monovolume di punta di Renault, che ha preso Ningyo come emblema per raccontare questa partnership: «La Scuola Nazionale di Cinema del Centro Sperimentale di Cinematografia ha accolto con grande piacere la proposta di partnership a questa interessante e originale iniziativa di promozione dei giovani talenti del cinema italiano. La scelta di utilizzare una location inusuale per eventi analoghi, almeno nel nostro Paese, rappresenta non solo un modo innovativo di promuovere l’arte cinematografica, ma contribuisce a rendere più diffusamente fruibili spazi urbani considerati, spesso e a torto, ai margini dei luoghi di elezione dell’offerta culturale», ha affermato Marcello Foti, Direttore Generale del Centro Sperimentale di Cinematografia, ringraziando Renault.
Per tutti, invece, si tratterà di scoprire un modo insolito di guardare alla settima arte dei giovani autori.

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