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Come rinasce uno spazio? A Villa Pallavicini di Milano, il talk sull’arte che illumina

di - 21 Febbraio 2018
In fondo basta poco per trasformare un luogo abbandonato in uno spazio vitale o almeno accogliente, giusto un po’ di luce. E non in senso retorico ma come azione concreta, come potremo vedere in occasione di “Luce. Pratiche che rivelano luoghi e relazioni”, un’iniziativa di Non Riservato, curata e moderata da Gabi Scardi, co-curata da Nicola Ciancio e nell’ambito di Lacittàintorno, programma triennale di rigenerazione urbana di Fondazione Cariplo. A Villa Pallavicini, Milano, il 22 febbraio, dalle 17, si terrà una tavola rotonda aperta al pubblico e agli operatori di settore, seguita da un talk con un nutrito gruppo di artisti, critici, curatori, architetti e ricercatori: Nicholas Anastasopoulos, Bianco-Valente, Borderlight, The Brick Box, Pietro Gaglianò, Jacopo Lareno Faccini, Rossella Moratto, Maria Papadimitriou. Gli ospiti racconteranno le loro esperienze, spesso in confronto con quelle aree geografiche e di pensiero identificate come marginali, un termine che non dovrebbe essere interpretato così tanto alla lettera, visto che si tratta di questioni estremamente urgenti.
Partendo dall’esperienza del collettivo Borderlight, che ha individuato otto luoghi di Milano in cui portare la luce con moduli luminosi appositamente progettati, conosceremo l’energia vibrante del gruppo inglese The Brick Box, capace trasformare luoghi negletti in inusuali spazi di aggregazione e sviluppo. Maria Papadimitriou, che abbiamo visto al Padiglione Grecia della 56ma Biennale di Venezia, ci parlerà del suo approccio multimediale, tra scultura pubblica e interventi di connessione sociale, come per Souzy Tros Art Canteen, progetto di mensa-forum comunitario all’interno di un edificio industriale abbandonato, sull’idea dello spazio comune delle vecchie case greche, il cui cortile era lo spazio della condivisione. Nicholas Anastasopoulos invece riporterà la notizia dell’inquietante progetto di trasformazione del parco archeologico istituito sul sito dove Platone fondò la sua scuola filosofica, in un centro commerciale. Come si chiamerà questo abominio? Platone’s Garden. Quasi più grottesco che preoccupante. Da Atene si ritorna in Italia, con Bianco-Valente che ci racconteranno dei loro progetti di arte pubblica e di residenze, come Art in transit, a Potenza, e A cielo Aperto, a Latronico. Oltre alle pratiche artistiche, si parlerà anche di approcci curatoriali, con Pietro Gaglianò che ci descriverà la sua ricerca sulle estetiche del potere e sulle capacità eversive del pensiero critico.

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