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Con la scusa del Natale Arezzo porta in piazza Mauro Staccioli. Una serie di opere monumentali a segnare, non solo simbolicamente, il territorio

di - 2 Dicembre 2013
Un obelisco, otto piramidi alte due metri, delle mezzaluna in ferro e un’opera monumentale in cemento armato.
Decisamente niente male per Arezzo che, in occasione del Natale, porta in piazza le opere del toscano Mauro Staccioli, nato a Volterra nel 1937. E porta avanti non un discorso di “arredo urbano”, ma qualcosa che ha a che fare con la cultura del contemporaneo, non solo del luogo, seguendo le orme del primo festival Icastica, che quest’estate ha fatto guadagnare alla cittadina toscana diverse pagine di cronaca dell’arte.
E così, su un’idea dell’Assessore alla Cultura Pasquale Macrì, arriva la mostra “urbana” curata da Fabio Migliorati (curatore anche di Icastica) che ha dichiarato: «Le opere di Mauro Staccioli, sin dagli anni ’70, sono legate strettamente al territorio e allo spazio. Arezzo avrà qualcosa in più oltre alle luci di Natale». Già, perché oltre all’illuminazione “artistica” delle opere e dei monumenti, qui è l’arte che parla e non la capacità di portare bellezza dell’illuminotecnica.
Un nuovo museo a cielo aperto, forse più vicino alla città come lo è stato il festival tutto femminile di quest’estate, che ha portato ad Arezzo anche grandi protagoniste della scena internazionale, come ad esempio la finlandese Kaarina Kaikkonen, con una delle sue grandi installazioni di vestiti. E anche se c’è chi lamenta lo sperpero di denaro pubblico, non si può dire che non si stia lavorando sul territorio, compreso quello della promozione dei propri artisti.

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