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Contemporaneo in Toscana, una pubblicazione della Regione. I luoghi sono 71 !

di - 26 Giugno 2002

C’è il Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia, il cui secondo piano si trasformerà in un cantiere aperto ad artisti di diverse generazioni che lavoreranno su un progetto di Remo Salvadori. Ma c’è anche anche La Vela di Empoli, uno spazio ospitato nell’ex mercato ortofrutticolo di Avane, dove saranno attivi giovani e associazioni presenti nel territorio. Ci sono due cave, a Carrara e a Vagli di Sotto, in Garfagnana, dove scultori e poeti sperimenteranno due nuovi spazi di creatività. Ma ci sono anche i progetti territoriali di Arte all’arte, nella Valdelsa senese, di Tuscia Electa nel Chianti fiorentino, di Networking nell’intero territorio regionale. E c’è anche l’ex-Meccanotessile di Firenze, dove il Comune è intenzionato a sperimentare una prima apertura – con artisti e associazioni – entro il mese di ottobre. Sono solo alcuni dei luoghi e delle situazioni – 71 in tutto, presenti nelle dieci province della regione – che costituiscono un originale e per certi tratti sorprendente percorso nei territori dell’arte contemporanea e, soprattutto, del fare arte contemporanea in Toscana. Li ha selezionati una nuova pubblicazione, Tracce per una carta dell’arte contemporanea in Toscana, curata dal dipartimento cultura della Regione, il cui primo numero è stato presentato ieri a Palazzo Bastogi dall’assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il sindaco di Prato, Fabrizio Mattei, l’assessore alla cultura del Comune di Firenze, Simone Siliani, il sindaco di Monsummano Terme, Giuliano Calvetti, e l’assessore alle politiche giovanili del Comune di Empoli, Paola Sani.
Questa carta – ha spiegato l’assessore Zoppi nel suo intervento – rappresenta una tappa nuova, credo decisiva, del processo che abbiamo avviato fin dal 1997 per avvicinarci alla specificità del fare arte contemporanea. Due le novità che queste tracce segnalano: da un lato la capacità di coinvolgere l’intero territorio regionale in un progetto che punta alla costruzione di quella rete pubblica di relazioni, di spazi, di servizi che è condizione fondamentale per la fruizione e la produzione dell’arte contemporanea; dall’altro la centralità, in questo processo, del ruolo degli artisti di ogni generazione, che, con le loro esperienze creative, possono ridisegnare la Toscana anche secondo i linguaggi della contemporaneità, consentendole di svolgere un ruolo attivo nel sistema internazionale dell’arte “.
Il quadro offerto dalla carta dà quindi pienamente ragione del carattere policentrico della rete che si sta costruendo. Non si abbandonano i grandi snodi del Sistema dell’arte contemporanea – ci sono, ovviamente il Pecci di Prato o Palazzo Fabroni di Pistoia –, ma ci sono anche piccole, consolidate capitali come Pietrasanta – crocevia di tante presenze straniere – o Seggiano, dove il maestro Daniel Spoerri lavora quest’anno nel suo giardino per formare giovani artisti. E le tracce portano fino a Fivizzano, a Monsummano, a Loro Ciuffenna, a Suvereto . Con un tratto unificante, che tutte le accomuna: il fare arte deve significare concretamente sperimentazione di spazi, attività di bottega, realizzazione di eventi sul territorio. Per far emergere energie nuove e affermare un nuovo diritto di cittadinanza.
La Regione, che lavorerà insieme con Province, Comuni, istituzioni culturali per far crescere il progetto di rete, si attende molto dopo questa vera e propria reimpostazione dell’intervento regionale. “Quello che vogliamo finalmente chiarire – ha concluso l’assessore Zoppi – è che la Toscana non è affatto refrattaria al contemporaneo: è pronta anzi per affrontarne fino in fondo la sfida, portando con disinvoltura il peso della sua grande tradizione rinascimentale ”.

[exibart]

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