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Corpo, gender, politica. Presentato il programma di performance della Biennale di Venezia

di - 2 Aprile 2019
L’Arts Council England, Delfina Foundation e Ralph Rugoff hanno annunciato i dettagli del programma di performance che si svolgeranno durante la settimana della vernice della 58ma Biennale di Venezia, dall’8 al 12 maggio, e negli ultimi giorni di chiusura, il 23 e 24 novembre. 14 gli interventi previsti, tra i quali figureranno anche nuove commissioni, che si svolgeranno tra il parco dei Giardini e il Teatro Piccolo dell’Arsenale. Si tratta della prima volta che la Biennale presenta un programma articolato di performance live in diversi spazi, probabilmente seguendo la scia del successo della messa in scena del Faust di Anne Imhof, il cui lavoro per il Padiglione tedesco valse il Leone d’Oro nel 2017.
Il programma è sostenuto dall’Arts Council England, il dipartimento pubblico indipendente istituito nel 1994 e attualmente diretto dall’ex direttore della Tate Nicholas Serota, responsabile della ripartizione dei fondi tra diversi musei e librerie inglesi e che, tra le altre cose, alla precedente Biannale del 2017, finanziò il Diaspora Pavilion, dedicato all’arte delle minoranze e allestito a Palazzo Pisani. Il calendario di performance, ideato da Rugoff, direttore artistico della Biennale, in collaborazione con Aaron Cezar, direttore della londinese Delfina Foundation, affronterà argomenti e motivi collegati al tema principale della manifestazione, “May you live in interesting times”, presentando opere legate alle questioni dell’identità individuale e politica, della ritualità e delle mitologie, della crisi delle categorizzazioni tradizionali alle prese con le complessità del contemporaneo, ibridando sonorità, movimento e arte visiva.
Durante la settimana di apertura, vedremo i lavori di Baczynski-Jenkins, Paul Maheke e DJ Nkisi, Nastio Mosquito, Boychild, Florence Peake ed Eva Stainton, che presenteranno Apparition Apparition, opera legata alle tematiche queer, Victoria Sin e Zadie Xa, che presenterà una nuova versione del suo lavoro alla Serpentine Gallery di Londra nel 2016, Legacy Linguistic and Lunar Exploration. In chiusura, invece, una serie di performance e talk nell’ambito di The Politics of Food, progetto pluriennale della Delfina Foundation, per il quale saranno previsti interventi di Cooking Sections, il duo londinese formato da Daniel Fernández Pascual e Alon Schwabe, oltre che di Vivian Caccuri, Vivien Sansour, Bo Zheng e altri artisti da confermare.
In alto: Zadie Xa, Linguistic Legacies and Lunar Exploration film by Nye Williams

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