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Cosa vedremo alla prossima Triennale di Milano? I tentativi di sopravvivenza della nostra specie

di - 13 Novembre 2017
Si svela il sipario sulla XXII Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. O meglio, il bello è ancora tutto da scoprire, la strada è lunga fino al 1° marzo 2019 ma possiamo iniziare a immaginare, visto che oggi è stato annunciato il titolo, Broken Nature: Design Takes on Human Survival. Un concept che lascia prefigurare sorti non troppo rassicuranti per la nostra specie, con il design chiamato ad assumersi la responsabilità delle umane speranze di sopravvivenza. Il design sarà in grado di definire linee guida e strategie per rinnovare gli equilibri con gli ecosistemi, con la natura, con noi stessi? La risposta proverà a formularla la curatrice Paola Antonelli, che dal 1994 lavora al Museum of Modern Art di New York, ricoprendo i ruoli di Senior Curator per l’architettura e il design e di Direttore della Ricerca e Sviluppo.
Punto di partenza è il 2 agosto 2017, data in cui si è verificato l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui l’umanità ha consumato la quota annuale di risorse naturali rinnovabili del pianeta e ha raggiunto la sua massima capacità di assorbimento di CO2. E ogni anno, l’Earth Overshoot Day si registra un po’ prima, indicandoci che probabilmente abbiamo fatto il passo troppo lungo. «Attraverso una serie di opere su commissione e prestiti, la mostra evidenzierà come gli approcci del design non siano finalizzati solo a correggere il corso distruttivo dell’umanità, ma anche a ricostruire il nostro scambio con il contesto naturale in cui siamo nati», spiega Antonelli. «Broken Nature è un tema che aprirà le menti di chi verrà a visitare questa esposizione e questo avviene a Milano, dove già con Expo si era sollevato un tema decisivo», ha aggiunto Ilaria Borletti Buitoni, Sottosegretario al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in occasione della conferenza di presentazione di stamattina, alla quale hanno partecipato anche Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano, Giuseppe Sala, Sindaco di Milano, Cristina Cappellini, Assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, Elena Vasco, Segretario Generale della Camera di Commercio Metropolitana di Milano, Monza-Brianza e Lodi, Cristiano Musillo, Consigliere d’Ambasciata della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Claudio Luti, Presidente del Salone del Mobile di Milano.
Dunque, il progetto intende offrire gli strumenti critici per guardare al futuro con maggiore consapevolezza e sensibilità, a partire dalle abitudini e dagli stili di vita quotidiani. E se non dovessimo farcela? «Il design può far sì che la prossima specie dominante ci ricordi con un minimo di rispetto, se non per la nostra intelligenza, quantomeno per la nostra dignità e premura», chiosa la curatrice.

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