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Curatori all’opera, per i musei civici! Iniziato il progetto che racconta i segreti delle collezioni romane

di - 19 Maggio 2017
Isolata nel tempo e nello spazio, carnosa ma colta in un momento d’astrazione, alla Venere dei Musei Capitolini (in realtà un’Afrodite) è dedicato uno dei primi appuntamenti dei Musei Civici, per il ciclo di incontri “Curatore in Sala”. Il programma delle visite guidate iniziato il 3 maggio andrà avanti fino al 3 agosto e vedrà i curatori come protagonisti sulla scena, pronti a stregare il pubblico col racconto degli indizi e delle scoperte di ogni realtà museale. Saranno infatti proprio loro (ne siamo certi) ad affabulare con le scelte delle collocazioni e gli allestimenti museali, il percorso delle collezioni e di pezzi preziosi spiegando la storia delle opere e soprattutto aggiornando il visitatore sulla vicenda dei più recenti ritrovamenti o delle nuove metodologie adoperate per comprendere meglio un’opera d’arte.
Il caso della Venere capitolina (a cura della d.ssa Mattei) per esempio è indicativo. Probabilmente copia diretta della statua di Prassitele del IV secolo a.C., non si conosce ancora la ragione della presenza di un telo posto accanto al loutrophoros (la brocca sottile usata per i riti di purificazione delle cerimonie prematrimoniali). Ma adesso, dopo anni di ricerca, è più chiaro come la sua collocazione ai musei Capitolini rispetti quella originale nella tholos del tempio di Afrodite a Cnido e spieghi anche come connesso al bagno rituale (ancora in uso dagli Ebrei) i battisteri abbiano nel tempo assunto la forma circolare. Studi e ricerche sono in corso anche in altri musei civici dove non si parlerà solo di scultura ma anche di pittura antica, di quadri, di cambiamenti urbanistici, di celebri demolizioni che hanno cambiato il volto di Roma. Tra i tantissimi appuntamenti, il 15 giugno Angela Maria D’Amelio ci parlerà dei frammenti dalla città sparita. Saranno al centro del suo racconto gli affreschi staccati, le ceramiche e gli elementi architettonici provenienti da edifici scomparsi con le demolizioni del periodo fascista. Flavia Pesci, usufruendo di un’ampia scelta di fotografie e dipinti di epoca moderna, ci illustrerà le altre grandi trasformazioni compiute sulle rive del Tevere tra ‘800 e ‘900 (dalla costruzione dei muraglioni alle demolizioni degli antichi porti fino alla costruzione di nuovi ponti).
Il 3 agosto, invece, Federico De Martino ci illuminerà sulla storia della cappella Cybo di Santa Maria del Popolo in un dipinto del Museo di Roma. Cristina De Gregorio, restauratrice, tratterà vari affreschi provenienti da palazzi e Chiese demolite tra la fine dell’ottocento e gli anni Trenta del Novecento. Il pubblico sarà così introdotto alla nozione di affresco e al suo significato etimologico e originale di “strappo”. Si torna alla scultura più moderna alla Gam, con un zoom sul capolavoro di Arturo Martini, tra i più suggestivi della maturità dell’artista e databile al 1930. Sull’universo femminile sono in programma due appuntamenti: Maria Catalano analizzerà il dipinto di Massimo Campigli, Le spose dei marinai, per il quale l’artista venne premiato alla Quadriennale e, a Villa Torlonia, Anna Paola Agati ci darà delucidazioni più precise sulla passione travolgente di Antonietta Raphael (in Mafai) per l’Italia e Roma.
Al museo di Roma in Trastevere, saranno due curatrici, Donatella Occhiuzzi e Silvia Telmon, ad offrire un doppio sguardo – antropologico e storico-artistico – sulle trasformazioni di Roma e del suo territorio negli acquerelli di Ettore Roesler Franz, nelle foto di Italo Insolera, nei documenti sulle cooperative agricole, e sulla New York delle foto di Vivian Maier. Ai Mercati di Traiano, con Marina Milella si passa dietro le quinte del lavoro dell’archeologo dove l’esperimento è far parlare le pietre (i grifoni). Nel quartiere Ostiense, il focus sarà incentrato sugli acroliti e i marmi colorati del mondo romano attraverso l’osservazione di alcuni capolavori di architettura e scultura incastonati in mezzo alle macchine della ex Centrale Montemartini.
Vasto dunque il programma degli appuntamenti. Ora il seme della cultura e della bellezza è stato gettato. Non resta che prendere nota e prenotare un incontro col curatore! (Anna de Fazio Siciliano)

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