Immaginatevi un bagno di museo dove alle pareti non c’è niente: solo inox e specchi posizionati su lati opposti in modo da dare l’illusione dell’infinito. E poi pensate al centro di questa sala da bagno una consolle luminosa, all’altezza di un metro. Un parallelepipedo con degli avvallamenti: passateci le mani sopra e alcuni sensori faranno partire degli zampilli d’acqua mentre la consolle prenderà a cambiare colore offrendo una sorta di cromoterapia. Lavete le mani passate le mani sopra un altro sensore che attiverà un getto d’aria calda.
Non siete in qualche stand sperimentale del Salone del Mobile, ma nei gabinetti del Macro. E state provando i lavandini-scultura di Odile Decq. Uno dei tanti sfizi nascosti del museo di Via Reggio Emilia.
[exibart]
Michela Lucenti rilegge le Fenicie di Euripide attraverso una danza di parole, voci e corpi: un racconto corale e attualissimo…
Negli spazi napoletani della Galleria Umberto Di Marino, Diego Perrone presenta due serie di opere sulla soglia tra immagine e…
La Design Week di Singapore diventerà una Biennale: più tempo per la ricerca, progetti più approfonditi e un'apertura internazionale, per…
L'archistar Kengo Kuma, insieme a BDP e MICA Architects, si aggiudica il progetto per il restyling dell'ala Sainsbury della National…
Oltre 50 lavori che ripercorrono le fasi della produzione dell’artista sono in vendita online. Inclusa l’opera “BRUNO CORÀ TEE”, dedicata…
Fino al 27 settembre, con oltre 150 opere, la mostra racconta un artista eccentrico e incredibilmente colto, capace di attraversare…