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Dal Pompidou al World Trade Center. Richard Rogers si aggiudica l’AIA Gold Medal 2019

di - 7 Dicembre 2018
Richard Rogers si aggiudica la prestigiosa Medaglia d’Oro 2019 conferita dall’AIA-American Institute of Architects. Il premio gli sarà consegnato nel corso di una cerimonia nell’ambito della AIA Conference on Architecture che si terrà a Las Vegas dal 6 all’8 giugno 2019 ed è assegnato annualmente a un individuo, non necessariamente architetto, «in riconoscimento di un corpus significativo di lavori che hanno una duratura influenza sulla teoria e la pratica dell’architettura». L’anno scorso la medaglia fu assegnata a James Stewart Polshek e tra i vincitori delle passate edizioni, si ricordano in particolare Frank Lloyd Wright, Walter Gropius, Le Corbusier, Alvar Aalto, Pier Luigi Nervi, Moshe Safdie, Denise Scott Brown e Robert Venturi e nel 2017, postumo e per la prima volta assegnato a un afroamericano, Paul Revere Williams.
Per Rogers, nato nel 1933 a Firenze e laureato all’Università di Yale insieme a un’altra leggenda dell’architettura come Norman Foster, la Medaglia d’Oro è il coronamento di una carriera sfavillante e già segnata dal Pritzker Prize nel 2007 e dello Stirling Prize nel 2006 e nel 2009.
Riconoscibile per la sua linea marcatamente high tech, Rogers ha sempre riposto la massima l’attenzione alle ricadute sociali delle strutture architettoniche e, tra i suoi vari progetti, spicca il Centre Pompidou, in collaborazione con Renzo Piano, al quale lo unisce un rapporto profondo. «Richard Rogers è un amico, un compagno di avventure e di vita. Ed è anche un grande architetto, anzi molto più di questo. È un urbanista attratto dalla complessità delle città e dalla fragilità del pianeta, un umanista curioso di tutto (dall’arte alla musica, alle persone, alle comunità, fino ad arrivare al cibo) e un instancabile esploratore. E c’è anche un’altra cosa che potrebbe essere: un poeta», ha commentato Piano.
Tra gli ultimi progetti realizzati, il Three World Trade Center, un avveniristico grattacielo di 375 metri al 175 Greenwich Street di New York City, nell’ambito dei lavori di ricostruzione del World Trade Center. Pochi mesi fa, Rogers ha poi presentato a Venezia, in un incontro con Mario Cucinella, la sua autobiografia, Un posto per tutti. Vita, architettura e società giusta, edita da Johan & Levi, nella quale teorizza la sua idea di un nuovo Rinascimento urbano, fondato sulla relazione tra spazio pubblico e diritti civici.

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