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Dall’Italia a New York, il ciclo di eventi per celebrare il centenario della nascita di Burri parte da Milano. Con la ricostruzione del Teatro Continuo

di - 2 Ottobre 2014
Presentato stamattina nella prestigiosa cornice della Sala dell’Orologio, il progetto di ricostruzione del Teatro Continuo di Alberto Burri a Parco Sempione ha trovato da subito largo consenso più che trasversalmente. Alberto Toffoletto, avvocato dello studio NCTM e promotore del progetto, ha ricevuto un appoggio notevole dal comune di Milano che, assieme alle istituzioni della Triennale e della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, si è celermente attivato per far avere allo studio legale tutte le informazioni e i permessi necessari per procedere. I lavori inizieranno entro una quindicina di giorni, andando a ricostruire il progetto di Burri esattamente nello stesso luogo in cui era stato presentato alla Triennale del 1973, con precisione millimetrica. E’ infatti una delle peculiarità di alcuni progetti delle Triennali nel corso del Novecento, pensati come temporanei, quella di essere divenuti poi parte integrante e permanente del parco, andando a delinearne identità e spazio, come per i bagni di De Chirico – presentati alla stessa edizione del Teatro Continuo – o il Bar Bianco, risalente addirittura alla V edizione, costruito nel 1933 dai BBPR. La ricostruzione del Teatro, non solo va a ricucire uno strappo che si era consumato tra la città di Milano e una delle più importanti esperienze artistiche del Novecento, ma va a inserirsi nel 2015 che, oltre a coincidere con l’Expo e con l’anno del centenario della nascita dell’artista, precede quella che sarà la XXI Esposizione Internazionale della Triennale nel 2016. Per Gabi Scardi, curatrice del progetto, è fondamentale ricostruire l’opera esattamente dove si trovava: “è un’opera basata su un sistema di verticali e orizzontali rigorosissimo e dotata di un’equilibrio incredibile”. L’opera include l’azione dei cittadini che la vivono e la vivranno, contenendo allo stesso tempo l’interesse di Burri per il teatro, inteso nella sua essenza più profonda di analisi dei rapporti dello spazio e della società contemporanea, che si disvela a se stessa all’interno del meccanismo teatrale. Un luogo che si offre al cittadino che ha la facoltà di essere e fare quello che desidera, un palcoscenico aperto e disponibile seppur fatto quasi di nulla: una piattaforma di cemento montante dei pannelli in metallo povero, che, proprio per questo suo essere così poco fisico, in realtà trasforma chiunque in protagonista, protagonista della propria città. Burri cerca di raccontare come l’individuo sia inserito in una rete di relazioni, tramite questo dispositivo che stimola uno sguardo e un atteggiamento nuovo sia verso noi stessi sia verso il contesto in cui viviamo, attraverso un’installazione che non invecchia, ma che è costituita da chi ne fruisce, l’individuo, che costantemente si rinnova, rinnovando e mantenendo viva l’opera stessa.
La ricostruzione del Teatro Continuo è la prima di una serie di tappe che vedranno la Fondazione Palazzo Albizzini molto impegnata, attraverso svariati appuntamenti in centro Italia, Burri incontra Piero della Francesca in Toscana e confronto tra Burri e Luca Signorelli all’oratorio di San Crescentino, fino ad arrivare a una corposa retrospettiva al Guggenheim di New York, curata da Emily Brown, e al completamento dei 20metri metri quadrati mancanti al cretto della città di Gibellina, il celebre sudario di cemento steso sul paese siculo devastato dal terremoto. (Elisabetta Donati De Conti)

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