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David contro il bagarino. La Galleria dell’Accademia di Firenze vince la causa sui diritti d’autore

di - 25 Novembre 2017
Il David di Michelangelo sfugge dal bagarinaggio. Grazie alla pronuncia favorevole ottenuta nelle scorse ore dalla Galleria dell’Accademia di Firenze, che custodisce una delle più famose sculture al mondo, i cosiddetti bagarini – ovvero le agenzie che acquistano biglietti d’ingresso dei Musei rivendendoli a prezzi maggiorati rispetto a quelli delle biglietterie – vengono messi fuori gioco, non potendo più utilizzare nei loro circuiti l’immagine dell’opera a causa di una violazione dei diritti di Copyright, che viene oggi consacrata in via giudiziale.
Tutto nasce dalla denuncia avanzata dal Museo nei confronti di una delle società che era solita praticare questa attività, la Visit Today, pur non avendo la necessaria autorizzazione. Il Codice dei beni culturali, infatti, riserva all’autorità che ha in consegna il bene culturale il diritto di consentirne la riproduzione, «previa richiesta di concessione e pagamento del canone, stabilito dall’autorità stessa». Mentre la Visit Today, scrive l’Istituzione, «non ha mai chiesto né ottenuto tale concessione», pur continuando a usare sia sul suo sito web che nel materiale commerciale l’immagine del David di Michelangelo per pubblicizzare la sua attività commerciale. Ora però la Galleria ha ottenuto un ordinanza nei confronti della stessa società che la inibisce, su tutto il territorio italiano ed europeo, a utilizzare a fini commerciali la riproduzione dell’immagine del David. Oltre a imporre il ritiro dal commercio e la distruzione di tutto il materiale pubblicitario che contenga la riproduzione in questione, l’immediata eliminazione dal sito internet dell’immagine del David e la pubblicazione dell’ordinanza a spese della Visit today su tre quotidiani a diffusione nazionale e tre periodici a scelta della Galleria dell’Accademia di Firenze nonché sul sito internet della stessa agenzia. Con tanto di condanna a pagare in favore del Ministero una penale pari a duemila euro «per ogni giorno di inottemperanza a quanto sopra disposto dall’Ordinanza in questione», oltre a rifondere tutte le spese del procedimento.
Insomma, un conto piuttosto salato per la società di promozione border line e una vittoria, d’altro canto, che costituisce un precedente importante per tutti gli altri musei e istituti del Mibact che si trovano a dover fare i conti con analoghe forme di riproduzione abusiva delle loro opere. (Alessio Crisantemi)

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